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L'allarme di Ats

Covid, incidenza in Bergamasca ai livelli di novembre: 137 casi ogni centomila abitanti

La media giornaliera dei nuovi positivi della settimana è pari a 209. Scende l'età media dei contagiati, intorno ai 40 anni

Covid, incidenza in Bergamasca ai livelli di novembre: 137 casi ogni centomila abitanti
Cronaca Bergamo, 27 Febbraio 2021 ore 08:49

«L’incidenza è pari a 137 casi ogni 100 mila abitanti, quindi siamo tornati ai livelli di inizi novembre». Il dato, preoccupante, è stato reso noto nella tarda serata di venerdì 26 febbraio dall’Ats di Bergamo, a margine della consueta call settimanale con i sindaci della provincia.

«La media giornaliera dei casi incidenti della settimana è pari a 209 nuovi positivi – aggiungono dall’Agenzia di tutela della salute – pertanto si riscontra un trend incrementale particolarmente notevole». Un mese fa l’incidenza era pari a 67 nuovi casi al giorno, cifre quasi da zona bianca. Il distretto di Bergamo, rispetto a quelli di Bergamo Est e Ovest (che presentano dati viziati dalla vicinanza con Brescia), ha un’incidenza più contenuta.

Soprattutto, i tecnici sottolineano che «l’età media dei positivi è drasticamente scesa, attorno ai 40/41 anni», mentre nella prima ondata era attorno ai 60/62 anni, e che la quota di positivi accertati sul totale dei tamponi diagnostici è tornata al 7 per cento.

La gestione dell’epidemia nelle scuole pare essere per il momento sotto controllo. «Il setting scuola ha avuto un modesto incremento quantitativo – spiegano dall’Ats -, sostanzialmente determinato da casistiche che vanno a creare focolai; in generale è al momento stabilizzato sul 10 per cento della casistica incidente complessiva».

Così come al momento, nonostante la situazione critica in altre provincie, nella Bergamasca non preoccupa l’aumento della pressione dei malati sul sistema ospedaliero. In quest’ambito l’aumento è «contenuto rispetto ai posti letto Covid correlati. Le terapie intensive sono stabili attorno a 30 posti letto occupati, sugli 80 disponibili a sistema».

«La curva epidemica, in sintesi, purtroppo è in sostanziale incremento, quindi il richiamo forte alla prudenza è d’obbligo – conclude l’Ats -. La fase è critica soprattutto in alcune aree: quindi si richiede nuovamente di porre estrema attenzione alle possibili situazioni di rischio, in particolare rispetto agli assembramenti e al rispetto delle misure di protezione individuale».

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