i dati provinciali

Crollano le assunzioni: a maggio persi ulteriori 810 posti di lavoro nella Bergamasca

Nel mese in cui si sono riavviate (lentamente) le attività si registra un parziale riassorbimento degli effetti del lockdown, ma i dati restano negativi. I settori più colpiti sono industria, commercio e servizi; bene invece agricoltura e costruzioni

Crollano le assunzioni: a maggio persi ulteriori 810 posti di lavoro nella Bergamasca
02 Luglio 2020 ore 13:53

È un momento sempre più nero per il mondo del lavoro bergamasco. Stando all’Osservatorio del territorio e del lavoro della Provincia, nel periodo compreso tra marzo e maggio, a causa dell’emergenza sanitaria, si è inasprita la caduta delle posizioni di lavoro dipendente sia per il blocco delle assunzioni sia per il mancato rinnovo dei contratti a termine.

Nonostante la graduale riapertura delle attività commerciali e un primo graduale riassorbimento degli effetti del lockdown, anche a maggio i numeri evidenziano un calo dell’occupazione, anche se meno pesante rispetto ai mesi precedenti. Le nuove assunzioni (a maggio 2020) sono state 7.162, ( -41,7 per cento rispetto allo stesso mese del 2019; ad aprile si era toccato il -68,2 per cento) mentre le cessazioni 7.972, in calo tendenziale del 26 per cento. Ne risulta quindi un saldo negativo mensile di 810 posizioni lavorative (contro il +1.527 di maggio 2019). Si tratta comunque di un miglioramento rispetto al risultato pesantemente negativo del mese precedente: ad aprile il saldo era -3.164.

Il crollo delle assunzioni e il saldo negativo dei movimenti hanno riguardato i settori dell’industria, del commercio e dei servizi, ma non l’agricoltura che registra (+413 nel trimestre) e, almeno a maggio, il mondo delle costruzioni che segna un aumento tendenziale delle assunzioni (1.326 contro le 1.188 del 2019) e un saldo positivo tra ingressi e uscite (+486) che però non è sufficiente a rovesciare il segno negativo dell’intero trimestre (-420). Restano negativi i saldi relativi al trimestre marzo-maggio 2020 di industria (-2.184) e commercio e servizi (-4.494, di cui -1.706 in bar, ristoranti, alberghi; -850 nel commercio; -884 nei servizi alle imprese; -1.054 negli altri servizi) ma con il dato mensile di maggio in relativo miglioramento in entrambi i settori. Il saldo degli ultimi dodici mesi resta positivo nell’edilizia (+693) e nell’agricoltura (+177), negativo nell’industria (-3.476) e nel commercio e servizi (-4.675). In quest’ultimo settore, inoltre, si conferma la netta flessione delle assunzioni qualificate (-60,2 per cento sul periodo marzo-maggio 2019). Le cessazioni diminuiscono relativamente meno nelle professioni non qualificate.

Infine, dai dati emerge che donne, giovani e stranieri hanno posizioni lavorative maggiormente precarie. La componente femminile registra un calo più accentuato di quella maschile nelle nuove assunzioni (-49,7 per cento contro il -44,6 per cento) e una minore riduzione delle cessazioni (-16,2 per cento contro -22,3 per cento). Lo stop delle nuove assunzioni, in specifico dei contratti di apprendistato e a tempo determinato, penalizza i giovani: al di sotto dei 30 anni il calo tendenziale è del 54,2 per cento, che diminuisce con l’aumentare dell’età.

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