Un giocatore controcorrente

Il cuore operaio di Zampagna

Il cuore operaio di Zampagna
18 Ottobre 2014 ore 11:37

Non smette mai di stupire, Riccardo Zampagna. L’ex giocatore nerazzurro, l’uomo capace di gol impossibili e rovesciate da applausi ma anche di reazioni che gli sono costate squalifiche e addirittura la cessione dall’Atalanta dopo un brutto litigio con Luigi Del Neri, è tornato agli onori della cronaca per un gesto che arriva dal cuore. Nel ricordo del padre.

“Che devo dire?”, sbotta. “Le acciaierie mi hanno dato da mangiare. Mio padre c’è morto, a forza di lavorare alle acciaierie. Si è preso un tumore con l’amianto, e non è stato il solo”. I gesti dei giocatori della Ternana e dei tifosi del Perugia, dice, “sono apprezzabili, per carità. Ma mi paiono il minimo. Questo dell’Ast è un problema grande. Una situazione che va avanti da dieci anni. Le responsabilità dell’azienda e della politica sono molte, le dinamiche sono pure poco chiare. Ma alla fine a pagare sono sempre gli operai”.

Ast significa “Acciai Speciali Terni”, la grande azienda che da sempre è il motore trainante dell’economia ternana. E’ notizia di questi ultimi giorni la decisione da parte dei vertici della ThyssenKrupp di procedere con 537 esuberi. Sabato 18 ottobre la città si fermerà per ospitare un’imponente manifestazione organizzata dai sindacati per chiedere alla multinazionale tedesca di tornare sui propri passi. E anche il calcio cerca di fare la sua parte.

I giocatori della Ternana, l’amata squadra della città che milita in Serie B, sabato scorso hanno approfittato del rinvio della partita con l’Entella di Chiavari, e si sono recati davanti ai cancelli degli stabilimenti per portare la propria solidarietà ai lavoratori in mobilitazione permanente. “Siamo al fianco di queste persone che lottano per i loro posti di lavoro, per le loro famiglie, per il loro futuro”, ha detto il capitano rossoverde Lito Fazio. “Se l’azienda confermasse i licenziamenti sarebbe una tragedia. La nostra squadra sarà sempre accanto ai lavoratori, se non fisicamente con il cuore”. Sulla stessa linea il tecnico degli umbri Attilio Tesser: “Qualsiasi cosa potremo fare noi la faremo. Detto senza retorica. Spero tutto si risolva positivamente per Terni. Le acciaierie sono un elemento importantissimo, per questa città, il luogo in cui qua è nato il calcio”.

Poi c’è una vicenda speciale. È quella di Riccardo Zampagna, ternano fino al midollo, attaccante di grande talento che ha appeso le scarpe al chiodo nel 2010 dopo aver militato per anni, tra Atalanta e Messina, anche in Serie A. Zampagna, un calciatore dichiaratamente e orgogliosamente di sinistra, un’autentica rarità.

Riccardo Zampagna, ha aperto una tabaccheria proprio a Terni e, nel ricordo del passato vissuto dal padre Danilo che per una vita ha lavorato proprio in Ast, è pronto a dare il suo contributo per i lavoratori. Come molti, da queste parti, Zampagna pensa che il governo italiano potrebbe e dovrebbe fare di più. “Ma certo. I tedeschi sanno come farsi rispettare. E noi? Terni non è in Italia, per caso? Sì. E allora si diano una mossa. La solidarietà è bella, ma ci si fa poco. Noi tutti possiamo fare poco. Le chiacchiere se le porta via il vento”.

Alla manifestazione, però, ci sarà. “Penso proprio di sì. Chiuderò il negozio, come tutti. E andrò anche a sfilare in corteo. Manifestare è importante, ci mancherebbe. Il fatto che vengano i vertici nazionali dei sindacati, poi, lo è ancora di più. Ma adesso è il momento dei fatti. Vediamo se chi ha in mano il potere riesce a combinare qualcosa di buono”.

 

La perla di Zampagna contro il Brescia.

 

 

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