«Decisione presa senza coinvolgerci»

Curno, il sindaco sta coi genitori «No al cambio d’orario scolastico»

Curno, il sindaco sta coi genitori «No al cambio d’orario scolastico»
04 Gennaio 2018 ore 04:30
In copertina, la scuola primaria Gianni Rodari a Curno.

 

Il cambiamento di orario scolastico proposto per l’Istituto Comprensivo di Curno durante il Consiglio di Istituto del 5 dicembre scorso sta creando tensioni e ora interviene il sindaco, schierandosi con i genitori. Da un lato della barricata c’è la dirigente scolastica che, forte della decisione di modificare la situazione attuale, approvata dalla maggioranza dei presenti durante il citato consiglio d’istituto, rivendica il diritto di farlo. Dall’altro ci sono i genitori che, con una raccolta di firme che ha già superato le novecento adesioni, chiedono di mantenere l’orario attualmente in vigore. In mezzo c’è l’amministrazione comunale, che si trova a dover gestire le lamentele dei cittadini e a cercare nel contempo di trovare delle soluzioni per tamponare le conseguenze che, in termini pratici, il nuovo orario comporterebbe.

Le modifiche proposte. Alla luce delle modifiche proposte, le ore di frequenza per la primaria di Curno passerebbero dalle attuali trenta settimanali (con copertura di tutti i pomeriggi) alle previste ventisette. Anche per la primaria di Brembo si passerebbe dalle trentasei ore attuali alle ventisette. Il tutto ripartito sui cinque giorni, con il sabato libero. Per la secondaria sarebbero previste le trenta ore settimanali, ripartite dal lunedì al sabato. In sostanza è stata abolita la possibilità, per le famiglie, di scegliere per la scuola primaria il modulo a trenta ore, che garantiva da più di dieci anni cinque pomeriggi di attività educative, riducendo tale offerta a due soli pomeriggi (lunedì e mercoledì) e per la secondaria il modulo a trentasei ore. Il tutto entrerà in funzione solo con i nuovi iscritti quindi, nella fase transitoria, ci sarà una doppia gestione oraria fino all’estinzione delle classi con orario vecchio.

 

La primaria Brembo a Curno

 

La posizione del Comune. Il sindaco di Curno Luisa Gamba, con un comunicato del 22 dicembre, ha chiarito la posizione dell’Amministrazione: «Insieme all’assessore della Pubblica Istruzione Ivana Rota abbiamo chiesto un incontro con la dirigente reggente dell’Istituto Comprensivo di Curno, dottoressa Rosarita Rota non appena siamo venuti a conoscenza della cosa, e finalmente oggi è stato possibile avere un confronto». L’Amministrazione Comunale è molto coinvolta, in quanto finanzia attività scolastiche ed organizza servizi a favore degli studenti e delle famiglie, sulla base di un Piano per il Diritto allo Studio.

Per l’anno scolastico 2017-2018 il comune di Curno ha stanziato il trasferimento diretto all’Istituto di 68.200 euro, oltre ai 30mila euro impegnati per l’acquisto di nuovi arredi per la scuola primaria Rodari. «Queste risorse hanno sempre concesso ai docenti una piena autonomia di programmazione dei progetti e delle attività. «In un paese come Curno, il rapporto tra le diverse agenzie educative (scuole, oratorio, società sportive, associazioni) e il Comune è sempre stato molto stretto, nella convinzione che “il patto educativo” tra scuola e famiglie debba allargarsi al territorio, pur riconoscendo a ciascuno le proprie competenze – spiega il sindaco Luisa Gamba -. Per l’Amministrazione comunale l’obiettivo è quello di contribuire a qualificare la scuola del territorio con risorse finanziarie e non, per favorire la frequenza delle scuole del paese a tutti i bambini e i ragazzi di Curno, o alla quasi totalità».

 

Il sindaco di Curno Luisa Gamba

 

L’Amministrazione è decisamente contraria sia alle modalità con cui la scelta è stata operata, sia al contenuto: «Le motivazioni della proposta sono principalmente collegate alla convinzione della Dirigente che i bambini debbano avere più tempo libero, più tempo per studiare a casa e che la scuola non può essere considerata come un’agenzia sociale – prosegue il sindaco -. In aggiunta ha evidenziato che ci sono questioni organizzative di docenti e personale Ata e di aggiornamento dei docenti che beneficerebbero di tale orario ridotto. Nonostante quanto contenuto nel Piano di Offerta Formativa dell’Istituto scolastico, in cui è più volte sottolineata l’estrema importanza della territorialità e del sistema formativo integrato, la decisione, che avrà sicuramente pesanti risvolti sociali, è stata presa senza alcun ascolto preventivo delle assemblee dei genitori o dei rappresentanti degli stessi e senza alcuna interlocuzione con l’Amministrazione, sulla quale ricadranno le conseguenze sociali di tale scelta e che vede tradita la visione di scuola realizzata dal Preside Franco G atti, a cui l’Istituto comprensivo è intitolato». La Dirigente ha scelto di non coinvolgere l’Amministrazione nella fase di valutazione e in quella decisionale, perché tale questione è stata considerata solo…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 30 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 gennaio. In versione digitale, qui.

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