La spiegazione degli antropologi

Da dove arriva il colore della pelle

Da dove arriva il colore della pelle
05 Maggio 2015 ore 14:00

Sappiamo bene che il colore della pelle umana ha numerose e differentissime sfumature, variando da tonalità che si avvicinano quasi al nero fino ad arrivare all’incolore, che poi appare sempre rosato per la presenza dei vasi sanguigni sottocutanei. La carnagione scura è dovuta alla eumelanina, un pigmento che serve da filtro per la luce solare, particolarmente intensa e ricca di raggi ultravioletti in alcune regioni del globo come l’Africa. In questo modo la pelle è meglio protetta sia dalle scottature che da melanomi e tumori della pelle. Perché, invece, gli occidentali hanno la pelle più chiara?

La risposta a questa domanda arriva direttamente dall’84esimo congresso dell’American Association of Physical Anthropologists, i cui contributi sono stati successivamente ripresi anche dalla rivista Science. Il lavoro presentato non solo spiega il colore della nostra carnagione ma anche alcuni interessanti peculiarità legate alla nostra altezza e alla nostra digestione.

 

 

La pelle. Per spiegare il colore della nostra pelle bisogna tornare indietro nel tempo di qualche millennio. Il primo dato da tenere a mente è che, circa 40mila anni fa, le popolazioni africane che approdarono nelle terre europee avevano sicuramente la pelle scura. La scienza ci spiega che i cacciatori raccoglitori di Spagna, Lussemburgo e Ungheria erano tutti di carnagione scura perché ancor privi dei due geni responsabili della depigmentazione e, quindi, della pelle bianca: il SLC24A5 e il SLC45A2.

Era ben diversa, invece, la situazione nel nord Europa dato che in Svezia, numerosi scienziati hanno trovato alcuni resti umani che possedevano entrambi i geni. Non solo, potevano vantarne anche un terzo in più – l’HERC2/OCA -, quello che caratterizza gli occhi azzurri. In sostanza, gli antichi cacciatori e raccoglitori dell’Europa del nord erano già chiari e con le pupille azzurre, mentre quelli del centro e del sud avevano la pelle scura. Poi, circa 8mila anni fa, iniziarono ad arrivare dall’oriente numerose tribù di agricoltori che potevano vantare entrambe le varianti geniche responsabili della pelle chiara. Dall’incontro e dall’unione di questi due ceppi, nel corso dei millenni la pelle bianca iniziò a diffondersi  anche in Europa centrale e meridionale, grazie alla diffusione del gene SLC24A5.

 

 

Intolleranza al lattosio. Sempre secondo l’indagine spiegata da Science emerge che i cacciatori e coltivatori di circa 8mila anni fa fossero completamente intolleranti al lattosio. A spiegare il fenomeno è la giornalista di Science Ann Gibbson: «Sia negli agricoltori che arrivarono dal Vicino Oriente 7800 anni fa, sia nei pastori Yamnaya giunti dalle steppe, era assente la versione del gene LCT che permette agli adulti di assimilare il lattosio. Sembra, allora, che la tolleranza all’alimento si sia diffusa nel continente non prima di 4300 anni fa», con una mutazione del gene LCT che permette anche agli adulti di digerire gli zuccheri presenti nel latte.

Statura. Sul fronte statura, invece, occorre fare le dovute distinzioni. Nel centro e nell’Europa del nord sono stati favoriti i geni che portano alla nascita di persone alte, soprattutto dopo la migrazione degli Yamnaya. Diversamente è accaduto in alcuni territori sud europei come Italia e Spagna, dove circa 6mila anni fa le popolazioni si sono attestate ad un’altezza lievemente inferiore a quelle nordiche.

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