Dal New York Times del 13 agosto

Per capire e imparare davvero è meglio un libro di un ebook

Per capire e imparare davvero è meglio un libro di un ebook
15 Agosto 2014 ore 10:00

Il New York Times ha pubblicato i risultati di uno studio che dimostra come leggere un buon romanzo presenti dei vantaggi cognitivi rispetto alla lettura digitale. Lo abbiamo tradotto per voi.

Leggere la letteratura sullo schermo: un prezzo per la comodità?

Stephen Heyman, 13 agosto

La gente legge allo stesso modo sullo schermo e sulla carta? Gli scienziati non ne sono del tutto sicuri. Se è stato dimostrato che il carattere dell’ e-ink (inchiostro digitale, ndr) usato nell’ultima generazione di Kindle e negli altri tablet è altrettanto leggibile, se non addirittura migliore, rispetto ai testi stampati, altri studi hanno indicato che, dal punto di vista della comprensione della lettura, lo strumento non conta molto.

Tuttavia, uno studio di prossima pubblicazione condotto da ricercatori francesi e norvegesi suggerisce che leggere opere letterarie, anche brevi, sullo schermo potrebbe presentare degli svantaggi cognitivi. Un gruppo di ricercatori, guidato da Anne Mangen all’Università di Stavanger in Norvegia e da Jean-Luc Velay all’Università di Aix-Marseille in Francia, ha diviso in due gruppi 50 laureati, con equivalenti abitudini di lettura e di esperienza con i tablet. Li hanno fatti leggere il medesimo racconto breve di Elizabeth George, in traduzione francese. Un gruppo ha letto la storia nell’edizione cartacea, l’altro su un Kindle DX di Amazon.

Nel frattempo, i ricercatori hanno misurato il tempo di lettura degli studenti e la loro “risposta emotiva” al testo, usando una scala psicologica standard. In seguito, gli hanno interrogati approfonditamente su differenti aspetti della storia. Da molti punti di vista, non c’era nessuna differenza significativa tra quelli che hanno letto sul Kindle e quelli che hanno letto su carta. Le reazioni emotive sono state pressoché le stesse e entrambi i gruppi di lettori hanno risposto quasi allo stesso modo a domande riguardanti l’ambientazione della storia, i personaggi e altri dettagli della trama. Ma i lettori del Kindle hanno riportato un punteggio significativamente inferiore su domande concernenti il tempo del racconto. Hanno persino fatto il doppio degli errori, quando gli è stato richiesto di ordinare nella sequenza corretta i 14 punti della trama.

 

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«Ci è parso interessante che le differenze fossero entrambe relative al tempo e alla temporalità – perché è successo?» Ha detto la professoressa Mangen, che lo scorso mese ha presentato lo studio del suo gruppo di lavoro a una conferenza a Torino.

«Sono necessarie altre ricerche, per comprendere cosa si perde leggendo la letteratura sullo schermo». Ha aggiunto che il carattere tipografico del testo, lo strumento utilizzato e l’esperienza pregressa del lettore potrebbero influenzare il risultato.

«È una ragnatela complessa che abbiamo bisogno di iniziare a districare», ha affermato. Lo studio potrebbe anche alimentare l’opinione di chi insiste che leggere un racconto sullo schermo non è proprio lo stesso. «È la conferma che queste dimensioni ergonomiche, la sensazione tattile del tenere in mano la pagina, possono veramente contare».

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