Una crescita impressionante

Dal 2013 si sono quintuplicati i casi di mafia a Bergamo e provincia

Erano diciotto sei anni fa; hanno superato i cento nel 2018. L'imprenditore ucciso, l'incendio dei camion e le mani sulle sale slot

Dal 2013 si sono quintuplicati i casi di mafia a Bergamo e provincia
Bergamo, 26 Gennaio 2020 ore 08:00

Ma davvero anche in Bergamasca le mafie hanno allungato i loro tentacoli? I bergamaschi sono abbastanza scettici, siamo un popolo di onesti lavoratori, perché mai la malavita organizzata dovrebbe arrivare qua, all’ombra delle Orobie, fra il Serio e il Brembo? Risponde Francesco Breviario, che è il referente bergamasco di Libera, l’organizzazione che è nata sull’onda degli omicidi di don Pino Puglisi, dei giudici Falcone e Borsellino, di don Peppe Diana, organizzazione che si oppone al crimine organizzato dal 1995.

Le mafie ci sono o no nella nostra provincia?

«Le opinioni lasciano il tempo che trovano, per questo noi dal 2013 a Bergamo raccogliamo fatti, cioè gli episodi, i reati che fanno pensare ai metodi mafiosi. Bene, nel 2013 sul nostro territorio ne avevamo trovati diciotto».

Decisamente pochi.

«Infatti. E nel 2014 ce n’erano venticinque».

Pochi.

«Certo. E nel 2015 erano trenta. Poi, nel 2016, quarantotto. Nel 2017, novantadue. E nel 2018, centouno».

E nel 2019?

«Stiamo lavorando, spulciamo i giornali, andiamo in tribunale, incrociamo i dati. I risultati li avremo a marzo, faremo una conferenza stampa. No, purtroppo la nostra terra non è libera dalle mafie e la situazione sta peggiorando».

Siamo gente onesta.

«Certo. Ma le mafie vanno dove ci sono i soldi, dove si possono fare affari, dove ci si può arricchire… e la nostra zona è la più ricca d’Italia: come potrebbero i gruppi criminali trascurarci?».

Qual è l’organizzazione più potente?

«Certamente la ’Ndrangheta. La mafia e la camorra meno. La mafia dopo gli omicidi degli Anni Novanta è stata colpita duramente e i calabresi ne hanno approfittato per espandersi. Vede, quando noi assistiamo a un reato significa che qualcosa è andato storto. Il reato è solo la punta dell’iceberg. Il negozio o l’impresa incendiata, l’auto con un carico di droga intercettata, l’imprenditore disperato dalle estorsioni che si rivolge ai carabinieri sono soltanto quello che emerge da un’attività sottostante che è molto, molto più grande. Per un imprenditore che si rivolge ai carabinieri, quanti ce ne sono che pagano l’usura? Quanti sono i ricattati? Quanti pagano per la protezione?».

Continua a leggere a pagina 11 di PrimaBergamo in edicola fino al 30 gennaio, oppure in edizione digitale QUI

Food delivery
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia