Un pubblico mai stanco

Dalla follia (di Gasp) alla gioia totale Foto e video di una bella vittoria

Dalla follia (di Gasp) alla gioia totale Foto e video di una bella vittoria
05 Ottobre 2016 ore 08:00

“Siamo sempre insieme a te, non ti lasceremo mai!”: queste parole, chi era domenica pomeriggio allo stadio, le ha sentite, cantate, urlate a squarcia gola un sacco di volte contro il Napoli. Perché il senso di un pomeriggio così, vissuto dopo una settimana così e contro un avversario così, è qualcosa che non si poteva immaginare. Non si poteva prevedere. Forse, non si poteva nemmeno sognare. Atalanta-Napoli era la partita più difficile che poteva capitare, lo stadio ha partecipato come da tempo non si vedeva e alla fine è stato veramente un tripudio.

 

 

Il prepartita: una formazione da brividi. Inutile girarci intorno, partiamo dal brivido più lungo che tutti i tifosi hanno provato tra le 14 e le 14.35. Qualcuno, più fortunato, aveva già avuto l’imbeccata mentre la maggioranza dei tifosi lo ha scoperto solo all’ingresso in campo della squadra per il riscaldamento. Gasperini ha scelto Caldara e Gagliardini: ma come? Nel giorno della sfida più dura due debuttanti quasi assoluti? In Curva, in Creberg, in Tirbuna Centrale lo sbigottimento era totale e tra un sorriso e l’altro il commento più diffuso è stato questo: «Oh mamma, chesto l’è mat». In effetti, prima della partita era difficile immaginare che tutto potesse andare per il meglio e le speranze dei più fiduciosi, sulle scale di accesso o davanti al caffè, erano tutte per Petagna: «Finalmente un centravanti, vedrai che segna ancora» commentava un tifoso poco prima del match con il suo vicino di posto.

20 foto Sfoglia la gallery

Il settore ospiti: petto nudo e guanti neri. Prima di raccontare il bello della partita, facciamo un piccolo accenno a ciò che di brutto si è visto all’interno dell’impianto di viale Giulio Cesare. Nel settore ospiti sono arrivati circa 800 tifosi del Napoli, gli unici striscioni erano esposti ai pali in alto ed erano di alcuni club mentre nella parte bassa si sono sistemati gli ultrà tesserati della Curva “A”. Fin dal loro arrivo, a ridosso del match, circa 400 soggetti hanno intonato cori contro i bergamaschi e subito si sono tolti le magliette. Nella curva di casa, al 19’, è spuntato uno striscione eloquente: “Ogni scelta è una responsabilità, ti sei tesserato tradendo due città” ricordando come gli ultrà tesserati del Napoli hanno cambiato strada rispetto agli ideali ultrà. Un segno distintivo e pure un po’ inquietante di questo gruppo di partenopei erano dei guanti neri, visibili nitidamente anche da un centinaio di metri di distanza. Nella ripresa, con il sole che si è abbassato, in molti hanno optato per rimettersi la maglietta e fino al termine della partita non è accaduto nulla. Dopo il triplice fischio finale, dallo spicchio napoletano, sono invece partiti una decina di fumogeni e torce verso la Curva Morosini, ma fortunatamente nessuno dei bergamaschi ha reagito e tutti si sono dedicati alla festa.

 

 

Clima incredibile al Comunale. Il clima allo stadio, a parte nel settore ospiti, è stato meraviglioso. Dopo pochi minuti, la rete di Petagna ha svegliato tutti da un torpore che pareva quello dei giorni di terrore più buio. È tutto vero? Sissignori, è tutto vero. E allora via ad una gara fatta di polmoni d’acciaio e corse a perdifiato, quando a cavallo della mezz’ora la Dea ha sfiorato per 3 volte il raddoppio con pure una traversa di Dramè sembrava di stare dentro ad un fumetto: Le fantastiche avventure della giovane Dea, edizioni Gasperini. Nella ripresa, quando in tanti temevano la rete del Napoli, lo stadio si è sorpreso almeno un paio di volte in un battimani collettivo che ha fatto scattare sul seggiolino anche i più pacati. Man mano che passavano i minuti, più si avvicinava la fine, il sogno della partita perfetta si è materializzato e le mani hanno iniziato veramente a spellarsi. E tutto lo stadio, finalmente, ha abbracciato la sua Atalanta come nessuno saprebbe fare meglio. Perché “siamo sempre insieme a te, non ti lasceremo mai” non è uno slogan da striscione ma l’essenza di essere atalantini.

 

20161002_144100

 

La partita del Bello con il Mondo. In un clima di festa, va registrato l’esordio dell’ex capitano Gianpaolo Bellini come commentatore tv. Inviati per Quelli che il calcio, programma di Rai 2, Bellini ed Emiliano Mondonico hanno seguito la partita con grandissimo trasporto e tra un’indicazione e l’altra del sempre attentissimo mister di Rivolta, il Bello ha dimostrato, ancora una volta, quanto ami la maglia atalantina. Ad ogni occasione, per ogni recupero, per ogni gesto tecnico positivo abbiamo incrociato lo sguardo di Bellini seduto a pochi passi da noi e ogni volta la sua espressione è stata emblematica. Divisa atalantina d’ordinanza, l’ex numero 6 di Sarnico ha esultato a fine partita come se in campo ci fosse andato anche lui: vederlo impegnato con le cuffie e il microfono fa un certo effetto, non sappiamo come sia andata la cronaca in diretta perché eravamo troppo impegnati a seguire la partita ma il Bello, come tutti gli altri atalantini allo stadio, ha vissuto un pomeriggio stupendo. Quasi incredibile.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia