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Dalmine e Orio piangono don Silvano Sirtoli. «Dio mio! Perché ci hai abbandonati?»

È scomparso all'età di 59 anni, nella notte tra sabato 14 e domenica 15 marzo. A Dalmine dal 2018, dopo undici anni a Orio. Don Luigi: «Sento che Gesù mi risponde: “Celebra, non vi ho abbandonati”»

Dalmine e Orio piangono don Silvano Sirtoli. «Dio mio! Perché ci hai abbandonati?»
Dalmine, 18 Marzo 2020 ore 13:19

di Laura Ceresoli

«Questa malattia invisibile sta portando via i nostri padri e le nostre madri; ci ha rubato qualche fratello e anche uno dei nostri sacerdoti! Non dobbiamo permetterle di metterci in ginocchio, di rubarci la speranza». Così il parroco don Claudio Forlani si rivolge ai fedeli di Sforzatica Sant’Andrea e Santa Maria per comunicare la triste scomparsa del vicario don Silvano Sirtoli avvenuta nella notte tra sabato 14 e domenica 15 marzo. Il Coronavirus se l’è portato via all’età di 59 anni. Una notizia che ha lasciato un grande vuoto all’interno di tutta la comunità. Dalla scorsa settimana il prete era ricoverato in ospedale dove aveva iniziato una serie di terapie. Anche don Claudio ha un principio di polmonite e gli è stata imposta la quarantena, don Giuseppe è stato bloccato dall’influenza e don Antonio ha alcuni problemi motori.

Il conferimento delle benemerenza Torre Civica di Orio a don Silvano, maggio 2019. In apertura, la messa di saluto del sacerdote, sempre a Orio, settembre 2018

«Dio risorge sempre, anche e specialmente quando tutto sembra andare per il verso sbagliato – prosegue don Claudio -. È questa la verità che noi sacerdoti siamo chiamati a portare al mondo intero: “Non abbiate paura!” perché il Signore risorge sempre! È fedele, non delude e non lascia mai soli davanti alle tragedie della vita. È questa la verità che don Silvano ha annunciato, quella alla quale ha consacrato l’intera esistenza. Se vogliamo onorarlo rinnoviamo la fiducia nel Risorto. Nel segreto delle nostre case fermiamoci qualche istante a pregare per lui: dal cielo sentirà le nostre parole».

La messa delle 10 a porte chiuse dello scorso 15 marzo, trasmessa in streaming, è stata celebrata da don Luigi che ha esordito così: «Questa è una domenica particolarmente triste perché ci ha lasciati don Silvano. Nella nostra cappellina ci sono anche due salme chiuse nella bara, marito e moglie. Veramente, la situazione è difficile. Viene proprio da lasciarsi salire dal cuore il grido: “Dio mio! Dio mio! Perché ci hai abbandonati?”. Il signore Gesù sento che mi risponde: “Celebra, don Luigi, non vi ho abbandonati”. Anch’io scendo con la mia croce e con le mie piaghe su questo altare per essere vicini a voi in questa sofferenza per invitarvi ad avere fiducia, rispettare le norme, sostenere tutti quelli che sono impegnati per gli ammalati, medici, infermieri. E a chi si cura ed è colpito da questo virus, che non ha la corona del re che si prende cura dei suoi sudditi. È un re maligno. Dobbiamo trovare fiducia e speranza attraverso la preghiera e rispettare le regole affinché si superi questo momento difficile».

Don Silvano era giunto nella comunità di Sforzatica un anno e mezzo fa.

Per saperne di più, leggete il numero di PrimaBergamo in edicola da venerdì 20 marzo.

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