Cosa dice il Comune

Dalmine Educando: «Su una pista con le crepe allenarsi è difficile»

Dalmine Educando: «Su una pista con le crepe allenarsi è difficile»
Cronaca 07 Maggio 2018 ore 10:31

Concentrazione, forza muscolare, resistenza. Questi e molti altri sono i vantaggi assicurati dall’atletica. Possono garantirlo i medici, ma lo garantisce anche l’allenatrice ed ex marciatrice Nadia Carnevali, che da oltre dieci anni, insieme al figlio Francesco Spinelli, mantiene attiva l’associazione sportiva dilettantistica «Dalmine Educando», una realtà che si dedica all’atletica a 360 gradi.

 

 

Dopo un’esperienza nel settore maturata tra la Valle Imagna e la Val Brembana, Nadia ha guardato a Dalmine come a un Comune dove poter iniziare da zero la sua personale attività sportiva. E se i numeri degli iscritti hanno confermato il successo della sua idea, non è andata così bene per quanto riguarda invece gli spazi messi a disposizione, come lei stessa racconta. «Fin dagli inizi ci siamo sempre adeguati a portare avanti gli allenamenti alla scuole Carducci di Dalmine. Usufruiamo della palestra delle elementari nelle giornate di lunedì, martedì e giovedì. All’esterno c’è addirittura un’ex pista di cento metri, che ai tempi fu sfruttata dalla sportiva Agnese Maffeis». E se, dunque, la pesista e discobola bergamasca vincitrice per trentaquattro volte del titolo di campionessa d’Italia ha sfruttato quella parentesi spaziale per affinare le sue doti, adesso non c’è più nessuno che su quegli stessi metri possa scegliersi di allenarsi. A meno che non sia disposto a rinunciare alla sicurezza.

 

 

«La pista è in cemento, sono anni che presenta delle crepe molto profonde. La pedana del salto in lungo è nello stesso stato – spiega Nadia –. L’anno scorso abbiamo provveduto a riempirla con tre camion di sabbia. Ma il vero ostacolo è che quello è un luogo pubblico: la sabbia che noi ci siamo preoccupati di recuperare viene usata dai bambini, che la usano per giocarci, per farci le formine. Ogni volta che andiamo ad allenarci dobbiamo dotarci di mazza e pulire. Ma quello è il minore dei problemi: in quello spazio ci entra di tutto, tra frammenti di vetro…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 29 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 10 maggio. In versione digitale, qui.

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