un altro addio

Dalmine piange Celeste Passera, che per tutti era il mago dei pizzoccheri

Al lavoro al ristorante Al Faro di Brembo fino al decreto, poi la febbre alta e la tosse. Tre settimane in terapia intensiva. Il figlio Luca: «Senza mio padre sarà dura, mia mamma è scossa. La paura resterà dentro ognuno di noi»

Dalmine piange Celeste Passera, che per tutti era il mago dei pizzoccheri
Dalmine, 15 Aprile 2020 ore 12:25

di Laura Ceresoli

Era conosciuto per i suoi deliziosi pizzoccheri, una specialità che aveva imparato a cucinare in Valtellina e che gli aveva fruttato il titolo di socio onorario dall’Accademia del pizzocchero di Teglio. Ma Celeste Passera, che fino all’ultimo ha lavorato con passione nel ristorante-pizzeria «Al Faro» di via Bernareggi, a Brembo di Dalmine, alla fine ha dovuto soccombere all’aggressività del coronavirus, lasciando nel dolore la moglie Caterina Moraschinelli e i due figli Luca e Alessandra. Già sofferente di diabete, era stato ricoverato in ospedale a marzo dove si è spento dopo tre settimane di battaglia all’età di 69 anni.

«Mio padre mi ha insegnato tanto – racconta il figlio Luca Passera -. Era un cuoco eccellente, è sempre andato alla ricerca delle ricette e dei piatti della tradizione valtellinese. Era molto disponibile e attivo, in particolare durante le sagre e le feste di paese si offriva di preparare i catering. Ha lavorato nel locale fino a quando il decreto del governo ha imposto di chiudere. Poi intorno al 10 marzo ha iniziato ad avere la febbre alta, non aveva altri sintomi importanti, qualche colpetto di tosse, niente di che. All’inizio il dottore lo tranquillizzava dicendo che probabilmente era solo un’influenza. Purtroppo però si è aggravato, sfinito e indebolito dalla febbre, non riusciva più nemmeno a camminare, e abbiamo dovuto chiamare l’ambulanza. È stato tre settimane in terapia intensiva. La sua problematica principale era il diabete, sicuramente ha influito. Probabilmente avrà preso il virus nel locale, lui amava sedersi ai tavoli dei clienti e conversare con loro. Di certo non è arrivato dai nostri dipendenti. Ci siamo messi tutti in quarantena precauzionale, ma nessuno di noi ha avuto sintomi, nemmeno io e mia madre che vivevamo insieme a lui».

«Senza mio padre sarà dura – conclude Luca -. Mia mamma ha 63 anni, è scossa per l’accaduto ma per fortuna è una donna forte. Alla lunga sentiremo ancora di più il colpo…

L’articolo completo e altre notizie su Dalmine nel numero di PrimaBergamo in edicola da venerdì 17 aprile

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