Gli effetti del maltempo

Danni record agli ulivi dell’Alto Sebino: «Perso l’ottanta per cento dei raccolti»

Vento e grandine hanno martoriato i 50 ettari di oliveti, un terzo della superficie provinciale dedicata a questa coltivazione

Danni record agli ulivi dell’Alto Sebino: «Perso l’ottanta per cento dei raccolti»
03 Settembre 2020 ore 15:50

Si fanno sentire i danni provocati dall’ondata di maltempo, che ha colpito le coltivazioni della provincia bergamasca lo scorso fine settimana. È soprattutto il settore dell’olivicoltura a pagare il prezzo più caro e, in special modo, le produzioni della zona dell’Alto Sebino dove si trovano circa 50 ettari di oliveti, un terzo della superficie provinciale dedicata a questa coltivazione. Tra venerdì e domenica scorsi, le precipitazioni hanno martoriato una delle coltivazioni di nicchia che caratterizzano l’agricoltura bergamasca e dopo alcuni giorni la gravità di quanto è successo appare in modo chiaro, come è stato rilevato dai tecnici di Coldiretti Bergamo.

«Il raccolto si preannunciava di ottima qualità, ma in pochi minuti gli agricoltori hanno visto sfumare la possibilità di recuperare il danno subito la scorsa annata, pessima per quanto riguarda la produzione dell’olio – spiega Andrea Longaretti, responsabile settore olivicolo di Coldiretti Bergamo -. In questo periodo le olive si trovano in una fase delicata perché stanno entrando nel pieno della maturazione, pertanto i danni dei giorni scorsi sono irreversibili».

Tra gli operatori del settore lo scoramento è generale. «Vento impetuoso e grandine fitta si sono abbattuti sui nostri 800 ulivi in due riprese – racconta Anna Catarzyna Golonka di Costa Volpino –. Nel giro di 30/40 minuti si è consumato il disastro: l’80 per cento delle olive è caduto a terra e il restante 20 per cento è rimasto danneggiato. Solo nelle prossime settimane capiremo se si potrà recuperare. Valuteremo se converrà procedere con la raccolta, perché questa operazione viene fatta interamente a mano e quindi ha dei costi non indifferenti. Non so se ne varrà la pena, vista la scarsa produzione che otterremo».

Le fa eco Gianluigi Gualini, che coltiva 345 ulivi a Costa Volpino. «Quest’anno gli ulivi erano carichi e avevamo buone aspettative per il raccolto. Abbiamo perso cica il 70 per cento delle olive, e quelle rimaste sui rami sono tutte rovinate, non so se quest’anno riusciremo a produrre l’olio Dop». La situazione è molto pesante anche alla società agricola Alba, che conta circa 400 ulivi a Costa Volpino. «Speriamo di non ritrovarci anche quest’anno senza produzione».

«L’olivicoltura bergamasca, pur non presentando grandi numeri, è un comparto che negli ultimi anni ha fatto importanti passi in avanti e rappresenta una tipicità per il territorio dove è presente – sottolinea Coldiretti Bergamo –. È un peccato che fitopatie ed eventi atmosferici estremi ne stiano minando i progressi, pregiudicandone i risultati».

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