Il provvedimento

Daspo urbano di un anno per un 15enne a Treviglio: aveva rapinato tre minorenni a volto coperto

Applicata la misura di allontanamento dai pubblici esercizi della città anche in un altro caso, nei confronti di un ubriaco molesto a Castel Cerreto

Daspo urbano di un anno per un 15enne a Treviglio: aveva rapinato tre minorenni a volto coperto
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Tecnicamente si chiama Dacur, cioè “divieto di accedere e stazionare nelle immediate vicinanze di tutti i pubblici esercizi e i locali di pubblico trattenimento”, ma viene più comunemente chiamato Daspo urbano. E per la prima volta è stato usato a Treviglio, in due casi ben distinti, accompagnato da un avviso orale.

Minorenne rapinatore

Il primo caso si riferisce a un episodio avvenuto nella nottata dell’11 giugno, quando i carabinieri sono intervenuti in via Alcide De Gasperi, a Treviglio, dove hanno arrestato C.J., 15enne italiano. Poco prima aveva rapinato a volto coperto tre coetanei, usciti da un locale: si era fatto consegnare soldi e alcune lattine. Per lui è scattato il divieto di avvicinarsi ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento a Treviglio per un anno.

Ubriaco molesto

Il secondo caso si ricollega a un episodio della stessa nottata. La polizia è intervenuta a Treviglio, piazza Don Boffi (Castel Cerreto), al centro sportivo locale, dove si stava svolgendo la manifestazione “Cerreto nel Pallone”, con tornei di calcio amatoriale e servizio di bar e ristorante. Sul posto, gli agenti hanno identificato C.M., italiano di 38 anni: alterato per abuso di alcolici, si è rifiutato di fornire le proprie generalità ai poliziotti e li ha aggrediti, procurandogli lesioni giudicate guaribili con diversi giorni di prognosi. Date le circostanze, considerata la pericolosità sociale di C.M., con numerosi precedenti, il questore ha emesso anche a suo carico un Daspo urbano da un anno.

Che cosa è il Daspo urbano

Il Dacur è una misura di prevenzione interdittiva definita “atipica”. Viene emesso nei casi in cui il soggetto (anche minorenne) si renda responsabile di gravi delitti alla persona o al patrimonio e per i reati di violenza/minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale o porto di armi o oggetti atti ad offendere (queste ultime fattispecie introdotte anch’esse con il recente Decreto Caivano), che vengano compiuti presso un locale o nelle immediate adiacenze. Con il Dacur il destinatario della misura di prevenzione non può né accedere, né stazionare all’esterno o in prossimità di tutti gli esercizi pubblici e di tutti i locali di pubblico trattenimento del Comune individuato, per il periodo disposto dal provvedimento del questore (compreso tra uno e tre anni). La violazione della misura è un reato che prevede la reclusione da uno a tre anni e la multa da 10 mila a 24 mila euro.

Commenti
Matteo

Quindi se non rispettano il daspo rischiano la galera, se invece rapinano a volto coperto o picchiano i poliziotti non vanno in galera, ma gli danno il Daspo. Tanto da Treviglio si porta a Caravaggio e ripete il crimine e se non lo beccano tra un anno è di nuovo a Treviglio. La giustizia italiana è una piece teatrale dell'assurdo.

gianluigi

DASPO / DACUR Divieto di accedere e stazionare, nelle immediate vicinanze, di tutti i pubblici esercizi e locali, di pubblico intrattenimento. Una domanda sorge spontanea: Ma chi controlla che questo realmente avvenga? C'è un rappresentante delle forze dell'ordine, fuori ad ogni esercizio pubblico? Impossibile, giusto??? E allora mi chiedo, a cosa serve il DASPO? Risposta: A NULLA. La stessa cosa, accade a chi riceve il foglio di via. Chi controlla, che questa persona, esca realmente dal paese? Sono provvedimenti, inutili, risibili, che nessuno mette in atto.

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