Successo della valuta virtuale

La finanza dà il benvenuto ai bitcoin La moneta senza padrone è in borsa

La finanza dà il benvenuto ai bitcoin La moneta senza padrone è in borsa
11 Dicembre 2017 ore 09:20

Oggi è un giorno importante per l’economia globale. Un giorno che simbolicamente potrebbe entrare nella storia. Infatti al Cboe, il Chicago Board Options Exchange, la più importante criptovaluta del mondo, il bitcoin, esce allo scoperto e diventa materia di scommesse finanziarie. Il debutto è stato un botto, perché a momento il sistema del Cboe ha sfiorato il collasso per eccesso di interesse, che ha portato più volte alla sospensione del circuito, cosa che avviene automaticamente quando la variazione di un titolo supera la soglia del 10 per cento. I futures sono contratti nei quali due figure decidono il valore futuro di una merce, dal grano agli strumenti finanziari. In sostanza si può scommettere sul valore futuro della moneta virtuale acquistandola ora ad un prezzo stabilito per poi entrarne effettivamente in possesso più tardi: in questo caso il prossimo 17 gennaio.

 

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Il rischio bolla. Cosa significa tutto questo? Che il mondo spericolato della finanza inizia a credere nel bitcoin come strumento sul quale investire, dimostrando di non essere preoccupato del rischio bolla, ventilato da più parti. Il bitcoin infatti, com’è noto, è una moneta virtuale, senza una banca centrale che la controlli e la “piloti”, ma è una moneta affidata al meccanismo della domanda e dell’offerta. In questi ultimi mesi la domanda è cresciuta a dismisura, creando rialzi continui del valore della moneta: le ultime valutazioni parlano di una quotazione record di 18mila dollari, il che porta il sistema bitcoin a un valore complessivo di 240 miliardi di dollari: per fare un paragone, il valore delle azioni quotate nelle borse di tutte il mondo è di 80mila miliardi di dollari. Quindi l’eventuale esplosione della bolla inciderebbe in piccola parte sugli equilibri dell’economia globale.

Una moneta senza padrone. A differenza delle monete in uso in tutto il mondo, il bitcoin non è governato da una banca centrale. Si tratta quindi di un sistema autogovernato, aperto alla partecipazione di chiunque, senza la possibilità che qualcuno ne prenda il controllo. Il vero segreto del bitocoin sta nella catena dei blocchi che autogoverna la moneta, la Blockchain. Si tratta in pratica dell’equivalente di un libro mastro, basato su un algoritmo, accessibile e leggibile per intero da qualunque computer in tutto il mondo. Nessuno lo può manipolare da solo, nessuno lo può attaccare se non ha dalla sua la metà più uno di tutti gli utilizzatori del mondo. Ogni transazione viene tracciata e una volta eseguita non è più modificabile.

 

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I motivi del successo. Perché il bitcoin sta crescendo di valore così in fretta? Perché il meccanismo prevede che un algoritmo generi nuovi bitcoin per valori già stabiliti in partenza fino a un punto massimo di 21 milioni di bitcoin raggiunti nel 2033. A differenza delle monete normali che non hanno un tetto e per le quali si può procedere ad emissioni continue, il bitcoin è a “numero chiuso”. E quindi per accaparrarseli i risparmiatori sono disposti a spendere cifre non indifferenti, nella convinzione che il valore andrà a crescere sempre più.

L’ottimismo è poi alimentato dalle notizie in arrivo: entro il 18 dicembre è previsto l’ingresso sulla più grande piattaforma di trading di derivati del mondo, la Cme, anch’essa con sede a Chicago. Il prossimo anno è previsto persino il lancio sul mercato dei futures del Nasdaq. Le vetrine della finanza di serie A sono tutte ormai pronte ad accogliere la moneta senza padrone.

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