CHI PIANGE E CHI CONSOLA

Per Neymar mondiale finitoma incanta il gesto di David Luiz

Per Neymar mondiale finitoma incanta il gesto di David Luiz
03 Luglio 2014 ore 13:23

Scena semi-finale. Gli antagonisti urlano in tedesco, hanno piedi veloci, testa fina, sono spinti da un impulso di gloria irrefrenabile e stanno, forse più di altri, per mettere le mani sulla Coppa. Quando entrano a salvarla? Il Mondiale perde il suo protagonista principale, Neymar jr., il supereroe del Brasile di Felipe Scolari, che affronterà la Germania nel penultimo atto di questa tragedia collettiva che è il Campionato del mondo. In tanti lo hanno visto in diretta tv. Erano in duecento milioni, più i maxischermi, quando Zuniga gli ha tirato una ginocchiata nella schiena e gli strappato dalle mani il copione, cambiando gli esiti di una storia già scritta. Gli ha rotto la terza vertebra lombare e per Neymar, che dovrà restare con il corpetto, si profila un stop di almeno quaranta giorni.

C’è un senso di terribile indifferenza nell’immagine del ragazzo di Mogi das Cruez che esce dal campo in barella, il braccio sugli occhi per non guardare il dolore, la bocca aperta, la partita che continua anche senza di lui. E ce n’è un altro, di solidarietà e sostegno, quando lo abbiamo visto piangere perché il suo sogno si era spento. Di calciatori che escono dal campo infortunati ne vediamo in continuazione, la telecamera li accompagna per il tratto di strada verso il bordo del campo o, peggio, nel tunnel per gli spogliatoi. E’ routine, anche quello è show. Ma ci sono casi in cui la sorte spezzata è più dolorosa di una lesione muscolare. Al Mundial dell’ ’82 Antognoni si fece male contro la Polonia, e saltò la finale con la Germania. Goicoechea fece un intervento da codice penale su Maradona,spezzandogli la caviglia. A Montolivo è successo lo scorso giugno, si è dovuto operare e in Brasile non c’è nemmeno andato. Ma quello di Neymar è un infortunio che si amplifica in tutto il Brasile, nelle gente, nelle emozioni. E infatti il presidente Dilma ha subito postato: «E’ l’ora di stare tutti insieme alla Seleção Brasileira de Felipão e Parreira».

Perché era il sorriso di Neymar a caricare il popolo, non la sua agonia. Questa alternativa non c’era. La faccia di Neymar e la sua chioma tinta di biondo stanno dappertutto: nelle vetrine, nelle locandine delle pubblicità di banche e prodotti per fare il bucato, negli spot, sulle prime pagine dei giornali, sul web. «Sei la nostra guida», intendevano. Quando twitta tutti impazzano. Ha una fidanzata, e la loro love story fa sognare gli adolescenti. Neymar ha trascinato la squadra fino alla partita con la Colombia, mascherando di lampi il gioco opaco di Scolari. A 22 anni il peso di questa responsabilità non gli aveva rotto la schiena, è arrivato Zuniga. Che ha twittato: «Sono desolato, non volevo fargli male, è stato un contrasto di gioco». Felipao voleva almeno l’ammonizione. Ora qualcuno vorrebbe la sua testa. Altri, invece, hanno cinguettato il loro sostegno nei confronti del numero 10 brasiliano. Lo ha fatto Kobe Bryant, lo ha fatto Bolt («Guarisci rapidamente»), Balotelli («Forza fratello, sono con te!») e anche Ozil, che avrebbe dovuto incontrare nella sfida del prossimo 8 luglio. «Sono triste, riprenditi presto». E non poteva mancare Lionel Messi, compagno di squadra nel Barcelona, antagonista argentino. «Neymar, amico, spero che tu possa recuperare presto». C’è chi sogna una finalissima tutta sudamericana tra Brasile e Argentina, una specie di scontro finale. Al cinema, in prima visione. Da una parte Neymar, dall’altra Messi. Era scritto sul copione.

Accanto al “dramma” di Neymar la serata è stata caratterizzat anche da un gesto bello, spontaneo, che riconcilia con i veri valori dello sport. È David Luiz, il difensore goleador dal cuore d’oro, che dopo aver “matato” la Colombia con un gol imparabile su punizione da 35 metri e con una rabbia agonistica mista a passione messa in campo per ’90 (da far invidia al “peggior” Gattuso del Milan e dell’Italia del 2006, cerca di consolare “l’inconsolabile” giovane talento colombiano James Rodriguez. Con le dita fa segno alle migliaia di tifosi sugli spalti di Fortaleza di applaudire l’avversario, un talento e attuale capocannoniere del Mondiale (6 reti per il colombiano James), possibile nuovo astro nascente del calcio mondiale.

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