A inizio ottobre i responsi della Scientifica

Delitto di Seriate, i silenzi del marito e l’attesa delle analisi dei Ris

Delitto di Seriate, i silenzi del marito e l’attesa delle analisi dei Ris
22 Settembre 2016 ore 02:30

A quasi un mese di distanza dall’omicidio di Gianna del Gaudio, l’ex professoressa 63enne sgozzata nella sua abitazione di via Madonna delle Nevi a Seriate, è stato nuovamente ascoltato dalla Procura il marito della vittima, Antonio Tizzani, 68enne ex ferroviere. Al momento resta lui l’unico indagato, sebbene fino ad oggi gli inquirenti abbiano sempre precisato che la sua iscrizione al registro degli indagati si tratti di un «atto dovuto» per poter procedere il più approfonditamente possibile nelle indagini. A differenza di quanto accaduto nell’immediatezza dell’omicidio, però, questa volta Tizzani ha deciso di non rispondere alle domande del pm Laura Cocucci.

 

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Il silenzio di Tizzani. L’uomo è giunto agli uffici di piazza Dante a Bergamo alle 15 circa di martedì 20 settembre, accompagnato dal suo avvocato Giovanna Agnelli. L’incontro con il pm non è durato a lungo, dato che Tizzani ha scelto di non rispondere alle domande. «Una semplice strategia difensiva», ha precisato il legale. Il 68enne è parso, ai diversi giornalisti presenti davanti alla Procura, tranquillo. A chi gli poneva domande ha soltanto risposto di sentire molto la mancanza della moglie e di non aspettarsi tutte quelle attenzioni dei media. «Mi sento un vip» avrebbe detto l’uomo secondo quanto riportato da Bergamonews.

La versione del marito non convince. È probabile che il pm Cocucci volesse farsi raccontare per l’ennesima volta la versione dei fatti di Tizzani relativa alla notte tra il 26 e il 27 agosto, quando alle 00.43 Gianna del Gaudio è stata uccisa con un netto taglio alla gola da un misterioso assassino. L’ex ferroviere non ha mai cambiato la propria ricostruzione: dopo una cena insieme al figlio Mario e la sua compagna Alessandra, svoltasi fino alla mezzanotte circa a casa dei coniugi Tizzani, Antonio si trovava in giardino ad innaffiare i fiori mentre la moglie Gianna stava lavando i piatti in cucina, stanza situata dalla parte opposta dell’abitazione. Rientrato in casa, l’ex ferroviere si sarebbe imbattuto in un uomo incappucciato che frugava nella borsa della moglie. Il furfante, colto sul fatto, si è dunque dato alla fuga scappando dal retro dell’abitazione. Tizzani lo ha inseguito fino alla cucina, dove ha trovato il corpo senza vita della moglie. Da lì l’allarme ai figli e al 118. Questa versione dei fatti, però, non ha mai pienamente convinto gli inquirenti. Sono diversi, infatti, gli elementi poco chiari: l’assenza di richieste di aiuto della donna, l’assurdità di un ladro che entra a rubare in una casa con i suoi inquilini presenti e ancora svegli, l’assenza di qualsivoglia traccia. I Ris di Parma stanno continuando le analisi sugli oggetti e gli indizi rinvenuti nell’abitazione della coppia, ma al momento non sarebbe stato trovato nulla. Nemmeno l’arma del delitto, che pare scomparsa nel nulla.

 

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La logorante attesa delle analisi dei Ris. L’impressione è che gli investigatori stiano, al momento, brancolando nel buio. Gli sforzi paiono tutti concentrati sulla verifica della versione di Tizzani. Non a caso, nei giorni scorsi, i carabinieri sono tornati ad ascoltare i vicini di casa della coppia chiedendo conferma della presenza in zona, quella notte, di un uomo incappucciato. Sono stati inoltre acquisiti i filmati di telecamere sia pubbliche che private situate in un raggio di 300 metri attorno alla villetta di Seriate, ma finora non è stata trovata alcuna traccia di un uomo in fuga, riporta il Corriere della Sera Bergamo. Va però sottolineato come non tutta l’area sia sorvegliata. C’è infatti una telecamera che inquadra proprio il cancello della villetta da cui Tizzani ha raccontato che è fuggito il misterioso assassino, ma purtroppo è fuori uso. E così si torna al punto di partenza. Nelle prossime ore gli inquirenti riprenderanno il giro degli interrogatori di familiari e conoscenti della vittima, già avviati la scorsa settimana con l’interrogatorio al figlio della coppia Paolo e alla nuora Elena Foresti. La volontà della Procura è capire se realmente tra Tizzani e la del Gaudio i rapporti fossero idilliaci o, invece, nascondessero lati oscuri. Gli investigatori, infatti, sono in possesso di referti medici relativi agli ultimi due anni di vita della vittima nei quali sono riportati numerosi e sospetti “incidenti domestici” di cui la donna sarebbe stata vittima; ferite compatibili, secondo gli esperti, con le percosse. Ma la vera svolta potrebbe arrivare a inizio ottobre, quando i Ris dovrebbero consegnare al pm i primi risultati delle proprie analisi.

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