La sentenza

Diciotto anni e un mese per la morte di Riccardo Claris: la condanna a Jacopo De Simone

La Corte d’assise di Bergamo ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sui futili motivi. Dopo la pena, tre anni di libertà vigilata. Risarcimenti provvisionali per la famiglia della vittima

Diciotto anni e un mese per la morte di Riccardo Claris: la condanna a Jacopo De Simone

Diciotto anni e un mese di carcere. È la condanna inflitta dalla Corte d’assise di Bergamo a Jacopo De Simone, 20 anni, per l’omicidio di Riccardo Claris (nella foto in alto), ucciso con una coltellata nella notte del 4 maggio 2025 in via dei Ghirardelli, sotto casa dell’imputato. La sentenza è arrivata oggi, martedì 8 settembre, dopo circa quattro ore di camera di consiglio. La presidente Donatella Nava ha riconosciuto le attenuanti generiche, ritenendole prevalenti rispetto all’aggravante dei futili motivi. Al termine della pena è stata inoltre disposta la libertà vigilata per tre anni, come riporta L’Eco di Bergamo. Stabiliti anche i risarcimenti provvisionali: 200 mila euro alla madre Alessandra Feroldi, 60 mila alla sorella Barbara e 50 mila alla nonna Barbara Agazzi.

Verdetto a capo chino

De Simone ha ascoltato il verdetto a capo chino, accanto al suo difensore Luca Bosisio, prima di essere riportato nel carcere di Cremona, dove è detenuto. Al processo, la pm Maria Esposito aveva chiesto 24 anni di carcere. La difesa aveva invece sostenuto la legittima difesa, chiedendo in subordine di riconoscere l’eccesso colposo e di escludere i futili motivi.

Le ricostruzioni

Al centro del processo c’era quanto accaduto quella notte dopo una lite nata, secondo l’accusa, per una rivalità calcistica senza legami con il tifo organizzato. Al Reef Cafè di Borgo Santa Caterina, De Simone aveva intonato un coro dell’Inter, suscitando la reazione di alcuni presenti: «Siamo a Bergamo e qui si tifa Atalanta».

Secondo la ricostruzione della procura, il ragazzo fuggì poi verso casa insieme agli amici, inseguito da una quindicina di persone, tra cui Claris. Temendo per il fratello gemello e la sua fidanzata, De Simone sarebbe quindi sceso in strada dopo aver preso un coltello da cucina. Claris venne colpito da un fendente e morì pochi istanti dopo. De Simone ha sempre sostenuto che il 26enne lo stesse aggredendo con una catena. Sul posto, però, non ne fu trovata alcuna: venne recuperata soltanto la fibbia di una cintura.

La difesa ha comunque sostenuto in aula che la scena fosse stata «bonificata» dagli amici della vittima e che, nei giorni successivi, fosse stata costruita una versione concordata dei fatti.