L’attacco a mons. Beschi

Quelli che difendono il vescovo «Non è lui la causa dei problemi»

Quelli che difendono il vescovo «Non è lui la causa dei problemi»
01 Luglio 2019 ore 05:00

«I problemi della Chiesa bergamasca ci sono, eccome, ma non sono responsabilità del vescovo Beschi, questo è importante dirlo in maniera chiara. Ho letto la lettera anonima, penso che sia stata sopravvalutata: dal punto di vista dei contenuti è ben poca cosa. Si fa riferimento al Seminario, si citano i tanti problemi della Chiesa, ma senza nessun approfondimento. E alla fine si butta la croce addosso a monsignor Beschi. Credo che non valga nemmeno la pena parlarne. Le difficoltà che viviamo vanno affrontate in maniera seria, discutendo, guardandoci in faccia, domandandoci se noi preti siamo ancora innamorati della nostra fede. Dobbiamo chiederci se non siamo diventati semplicemente degli amministratori, dei burocrati della fede con i loro orari, le loro messe, la cerchia di persone – sempre meno affollata – che ci gravita intorno e ci fa sentire in qualche modo importanti. Questo è il primo punto. E di questo il vescovo non ha alcuna responsabilità».

Monsignor Gianni Carzaniga è parroco di Sant’Alessandro in Colonna, è fra i preti più stimati e autorevoli della città. Non era dell’idea di parlare della lettera anonima di attacco al vescovo, ma poi ha ritenuto che alcune riflessioni sui problemi sollevati potessero avere un senso. Dice don Gianni: «Io di vescovi ne ho visti passare diversi e quante critiche, quante opposizioni hanno dovuto affrontare. Contro Clemente Gaddi erano addirittura andati a Roma alcuni preti – c’erano anche dei suoi collaboratori – per chiederne la rimozione. Era accusato di non essere abbastanza moderno, eravamo negli Anni Sessanta. Quando venne insediato monsignor Oggioni, alla prima assemblea del clero si alzò un parroco e chiese al vescovo: “Lei che cosa ci fa qui?”. Il clero bergamasco ha la memoria corta, invece la storia è importante e ci insegna tante cose, se vogliamo imparare. Il disagio del clero non dipende dal vescovo Beschi, ma da tutto quello che sta succedendo nei Paesi Occidentali, a cominciare dalla perdita del senso cristiano della vita. Ho letto che questi preti si lamentano di non venire ascoltati… Ma se la diocesi sta facendo un lavoro capillare con tutti i suoi preti per capire proprio le difficoltà di ognuno e il modo che ha di vivere la sua fede! Vede, i problemi di cui si parla oggi li avvertiva già monsignor Amadei, che pure era un prete bergamasco, vescovo di Bergamo fino all’inizio del 2009, per tanti anni direttore del Seminario, che ci conosceva tutti. E, a proposito del Seminario, avvertiva che i…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 5 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 luglio. In versione digitale, qui.

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