L'incidente

Disastro aereo di Orio: Pessina e Defendi donano le onorificenze alle figlie di Stefano Mecca

Disastro aereo di Orio: Pessina e Defendi donano le onorificenze alle figlie di Stefano Mecca
Bergamo, 10 Febbraio 2020 ore 12:14

Angelo Pessina e Franco Defendi, i due amici che lo scorso 21 settembre avevano prestato primo soccorso a Stefano Mecca e le figlie Marzia, Silvia e Chiara, le persone coinvolte in un tragico schianto aereo a Orio al Serio, hanno deciso di donare la medaglia d’oro conferita dal Comune di Bergamo alle due sorelle sopravvissute all’incidente. L’aereo si era schiantato mentre stava tornando all’aeroclub Taramelli di Orio, dopo aver comunicato alla torre di controllo la presenza di un generico problema al velivolo. Marzia, 15 anni e gemella di Silvia, era morta sul colpo. Il padre Stefano era morto invece dopo sei giorni in ospedale.

I due amici (Angelo Pessina, 57 anni, che è stato ispettore della Polizia di Stato; Franco Defendi, 75 anni, che ha lavorato in una ditta di costruzioni metalliche) avevano assistito allo schianto del velivolo e si erano precipitati in soccorso di Stefano e delle figlie. Un intervento provvidenziale: «Stavamo passando sull’Asse interurbano diretti a Seriate – avevano raccontato in quell’occasione – perché dovevamo acquistare del materiale per fare alcune riparazioni al Cus di Dalmine, dove noi due, entrambi pensionati, siamo parte dello staff, e stavamo andando al Leroy Merlin: proprio davanti all’Aeroclub abbiamo sentito un gran botto, pensavamo che qualcosa avesse colpito la portiera della mia auto, a destra: ci siamo girati, dal lato che si affaccia su Orio al Serio, e abbiamo visto l’ala dell’aereo. “È precipitato”, ci siamo detti, il tempo di accostare e aprire le portiere e siamo stati travolti da un boato. Sotto, nel terrapieno, il fuoco stava già mangiando il velivolo. Non potrò mai dimenticare la scena: quando abbiamo visto il fuoco il mio amico Francesco ed io non ci siamo neppure domandati: cosa facciamo? Andavano salvate delle persone. Siamo scesi giù verso l’aereo e con il cuore che batteva all’impazzata, abbiamo agito con la maggiore rapidità possibile, c’era il rischio che l’aereo saltasse in aria. Abbiamo visto le gambe di una ragazza fuori dal finestrino, abbiamo aperto le portiere e l’abbiamo tirata fuori, portandola sull’erba lontano dalla carcassa dell’aereo. Era questione di secondi, le piante intorno già bruciavano»

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Ma i due amici spiegano: «Senza il contributo di Silvia e Chiara dall’interno dell’aereo avremmo solo potuto assistere a un’immane tragedia». Ecco perché hanno deciso di donare il riconoscimento a Chiara e Silvia durante una cena a casa della famiglia Mecca al completo (presenti anche i nonni e gli zii di Chiara e Silvia).  «È stata una serata molto intensa – ha detto Francesca Ongaro, moglie di Stefano Mecca – perché era come se nella nostra taverna, oltre alla nostra famiglia, Franco e Angelo, fossero ancora presenti anche mio marito e la nostra Marzia».

Settimana prossima, il 17 febbraio, Francesca Ongaro, Chiara e Silvia accompagneranno Defendi e Pessina al Quirinale: ai due amici verrà infatti consegnata la nomina a ufficiali dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, insieme ad altri trenta cittadini italiani che si sono distinti per atti di eroismo e altruismo: «Faremo parte della delegazione – ha detto Francesca Ongaro – e saremo al loro fianco in questa circostanza. Abbiamo scritto anche a Papa Francesco perché Chiara in particolare ha sempre mostrato, fin da quando era ricoverata in ospedale, il desiderio di incontrarlo. Chissà se ci risponderà».

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