A spingere è Sinistra Italiana

Dopo le unioni civili, l’eutanasia Ecco le proposte di legge al vaglio

Dopo le unioni civili, l’eutanasia Ecco le proposte di legge al vaglio
Cronaca 05 Marzo 2016 ore 11:54

Le Commissioni Affari sociali e Giustizia della Camera hanno recentemente iniziato la discussione su un tema particolarmente delicato: l’eutanasia. Sui tavoli delle Commissioni sono infatti pervenuti quattro differenti progetti di legge tesi a regolare il fine vita. Presto, dunque, dopo l’analisi preliminare, la proposta legislativa arriverà nel Parlamento vero e proprio. La forza politica che sta dando maggiore impulso a questa iniziativa è Sinistra Italiana, che conta di arrivare all’approvazione del provvedimento entro la fine della legislatura, cioè entro il 2018; assieme al disegno legislativo di SI c’è anche una proposta di legge di iniziativa popolare, realizzatasi tramite la richiesta – firmata da 100mila persone nel settembre 2013 – di regolare l’eutanasia, e che esprime alcuni principi chiari e cardine su cui la nuova legge dovrebbe strutturarsi.

 

[Piergiorgio Welby]

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La proposta di legge di SI. Quello attualmente al vaglio delle Commissioni è un progetto legislativo ancora parziale, che probabilmente non sarà esattamente quello su cui, eventualmente, si esprimeranno Camera e Senato; ma già dalle prime bozze si possono trarre interessanti indicazioni circa lo spirito che le nuove norme potrebbero avere. La proposta di Sinistra Italiana individua una serie di condizioni particolarmente rigorose per autorizzare la procedura. Il medico curante può praticare l’eutanasia senza essere punito solo se ha accertato che il paziente è maggiorenne e, al momento della richiesta, capace di intendere e di volere. Richiesta che non può essere in alcun modo frutto di pressioni esterne, ma «ben ponderata e ripetuta».

Soprattutto, il medico deve accertare che il paziente «è affetto da una patologia con prognosi infausta e in fase terminale, senza alcuna prospettiva di sopravvivenza, e le sue sofferenze fisiche o psichiche sono costanti e insopportabili». La proposta di legge prevede una approfondita fase di confronto tra medico e paziente, che passa attraverso una serie di colloqui periodici. Ma considera anche necessario il consulto con un altro specialista, in grado di confermare il carattere «grave e incurabile» della malattia. Un esperto della patologia, che nella sua indipendenza di giudizio deve redigere un rapporto, esponendo le sue considerazioni sul caso. Si precisa che la richiesta del paziente deve essere contenuta in una dichiarazione scritta, consegnata e firmata personalmente. Un documento che può essere revocato in qualsiasi momento.

 

[Eluana Englaro]

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I punti richiesti dai cittadini. Più breve il testo della proposta di legge popolare, composta da quattro articoli, che propone «poche regole chiare» per stabilire con precisione «come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, ivi incluso il ricorso all’eutanasia». Anche in questo caso per rifiutare trattamenti sanitari e terapie nutrizionali, il paziente deve essere maggiorenne. La sua richiesta deve essere «attuale e inequivocabilmente accertata». I parenti entro il secondo grado e il coniuge devono essere informati e, con il consenso del paziente, devono avere modo di poterlo incontrare per un colloquio. Ancora una volta le condizioni mediche necessarie per poter richiedere l’eutanasia sono rigorosamente descritte. La richiesta deve essere motivata «dal fatto che il paziente è affetto da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi».

La proposta Bechis. La proposta di legge della deputata di Alternativa Libera-Possibile Eleonora Bechis, invece, conta un unico articolo. Fra le altre cose, nel testo si determina che «il personale medico e sanitario è tenuto a rispettare la volontà del paziente» relativa all’eutanasia, e «non può dichiarare obiezione di coscienza». Il personale medico-sanitario che non rispetta la volontà del paziente è tenuto a risarcire il danno (morale e materiale) provocato dal suo comportamento. Le alternative, insomma, sono varie, ed è facile ipotizzare che i lavori delle Commissioni porteranno alla condensazione in un unico testo di tutte quante le proposte di legge. Dopo le unioni civili, dunque, il Parlamento si appresta ad esprimersi nuovamente su un tema particolarmente delicato e cruciale.

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