Barbarie del web

Due casi clamorosi in Bergamasca Foto intime di donne diffuse online

Due casi clamorosi in Bergamasca Foto intime di donne diffuse online
06 Marzo 2018 ore 04:00

Ci sono due storie, emerse nei giorni scorsi, che parlano di foto postate in rete senza consenso, di immagini di ragazze esposte al pubblico ludibrio, agli insulti in un caso, alla libido di uomini adulti nell’altro. I protagonisti di queste vicende sono bergamaschi.

La prima storia è inedita: nel 2015 un ragazzo e una ragazza, entrambi tredicenni e residenti in un paese dell’hinterland, cominciano a frequentarsi e decidono insieme di fotografarsi in atteggiamenti intimi. Finché la coppietta va d’amore e d’accordo le fotografie rimangono sui rispettivi telefonini e sul tablet di lui. Il ragazzo gioca nella squadra di calcio del paese e un giorno, negli spogliatoi, viene a sapere che la sua fidanzatina ha una tresca con un altro. Lui va su tutte le furie. Per vendetta posta su una chat di gruppo, della quale fa parte anche il rivale, la foto della tredicenne nuda. Il messaggio che accompagna l’immagine è esplicito e rivolto direttamente all’interessato: «Sappi che non è certo una santa». Succede che qualcuno, all’interno del gruppo, scarica la foto e la posta in rete. Ben presto finisce su un sito pornografico inglese e nel giro di poche ore ottiene circa 60mila visualizzazioni. La voce comincia a girare in paese e arriva alle orecchie dei genitori della ragazzina, che immediatamente si rivolgono ai carabinieri.

 

 

L’ex fidanzatino, essendo tredicenne, non è perseguibile penalmente, così la procura incarica i militari di indagare per il reato di pedopornografia e di rintracciare la catena che ha portato la foto osé fino al sito inglese. Gli inquirenti risalgono così a una ventina di adulti, tutti residenti in Bergamasca e nelle province limitrofe, che si sono collegati al sito ed hanno visualizzato la fotografia. Convocati in caserma, si giustificano ammettendo di essere entrati nella pagina web, di aver guardato l’immagine ma di non essersi resi conto che la persona ritratta era una minorenne. Tanto più che il sito non era pedopornografico e non aveva nemmeno delle categorie “ambigue”. Pare che dalla foto in effetti non si riuscisse ad individuare l’età della persona immortalata. La procura chiede allora al sito inglese di rimuovere l’immagine, ma non ottiene…»

 

Per leggere l’articolo e la tabella completi rimandiamo a pagina 17 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 8 marzo. In versione digitale, qui.

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