Da Paderno a Sedrina

Due soli guardiani per 1360 ponti

Due soli guardiani per 1360 ponti
28 Agosto 2018 ore 07:00

C’è poco da stare allegri. In Bergamasca abbiamo 1.360 ponti, da quello lungo tre chilometri di Sedrina fino a quelli di pochi metri che scavalcano rigagnoli. Da quelli in pietra, antichi come il ponte di Briolo, a quelli fondati sul cemento armato, ovvero la grande maggioranza dei viadotti, realizzati dagli Anni Cinquanta in avanti. Per controllare tutti questi manufatti, la Provincia di Bergamo dispone di due addetti. Avete letto bene. Due ingegneri che dovrebbero verificare la condizione di ciascun ponte, da Torre Pallavicina fino su a Foppolo e Valbondione.

Parla l’assessore. Come è possibile? L’assessore alla viabilità e alle grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, spiega: «Sono pochi, ovviamente. Però bisogna considerare che anche gli altri dipendenti della viabilità e strade collaborano. Nel senso che occupandosi della manutenzione delle strade se c’è qualcosa che non va su un ponte lo segnalano. E poi ci sono i cittadini. Come è successo un paio di anni fa, al viadotto che scavalca la rotatoria di Curnasco e Treviolo: nel giro di ventiquattro ore la sede stradale si abbassò di undici centimetri, un cittadino mandò la segnalazione e intervenimmo subito». In quel caso, l’asse interurbano venne bloccato per tre giorni. Il traffico andò in tilt, ma l’intervento massiccio e tempestivo evitò una possibile tragedia.

Continua Gandolfi: «Comunque la situazione è difficile per chi deve mantenere ponti e strade. La Provincia si è trovata in un periodo in cui non si sapeva neppure se dovesse sopravvivere… il problema riguarda le strade, ma anche gli edifici scolastici delle Superiori, anche quelli dipendono dalla Provincia, ma senza fondi adeguati… Comunque, per il prossimo anno riusciremo ad assumere un terzo addetto per l’ufficio ponti».

Le nozze coi fichi secchi. Senza soldi non si fa niente. E alle Province i fondi sono stati tagliati continuamente, in questi anni. Lo Stato (galantuomo) vuole fare le nozze con i fichi secchi. Dice Gandolfi: «Lo sa quanto è stato speso per la manutenzione delle strade dal 2010 al 2014 da parte della Provincia di Bergamo (comprese le urgenze)? 16,8 milioni di euro. Poi i fondi sono stati ancora più ridotti. Per il 2016, 2017 e 2018 dallo Stato sono arrivati 267mila euro annuali! Ciononostante abbiamo speso per le strade 20,5 milioni di euro. Come abbiamo fatto? Abbiamo venduto la caserma dei pompieri di Bergamo, parte delle azioni della Sacbo e le azioni dell’autostrada Serenissima, quella che va da Brescia a Padova. Così abbiamo accumulato un tesoretto che ci ha consentito alcuni interventi».

 

 

Il Patto per la Lombardia. Gandolfi spiega anche che, a fine 2016, venne firmato un “Patto per la Lombardia” fra il governo Renzi e il governatore lombardo Maroni che ha portato nuove risorse per le strade di casa nostra. Undici milioni di euro sono andati alla Trescore-Entratico, alla variante di San Sosimo (Palazzago) e alla intersezione con rotatoria di Ponte Nossa. Tre milioni e 400mila euro sono stati assegnati al nodo di Pontesecco (ancora in progettazione), otto milioni alla variante di Verdello e ben venticinque milioni per il rifacimento di quello snodo folle che è la rotatoria dell’autostrada al casello di Bergamo. Ma si tratta di un investimento una tantum. Quale sarà il futuro? Con quali risorse…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 4 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 30 agosto. In versione digitale, qui.

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