Ordinanza del sindaco

È la fine della colonia di gatti di Ponte San Pietro? «Perseguitati per troppo amore»

Il primo cittadino punta a regolamentare l'area e arginare il proliferare dei mici. Verranno promosse attività di affido e ricollocamento, vietato dare loro cibo. Dal sopralluogo: condizioni igieniche buone, ma molti animali ormai domestici

È la fine della colonia di gatti di Ponte San Pietro? «Perseguitati per troppo amore»
Cronaca Ponte San Pietro e Isola, 29 Dicembre 2020 ore 11:03

di Laura Ceresoli

Non c’è pace per i gatti della colonia felina della Tassera, a pochi passi dal ponte sul fiume Brembo. Il sindaco Marzio Zirafa ha firmato un’ordinanza che detta alcuni provvedimenti per regolamentare la gestione dell’area e arginare il proliferare dei mici che da 17 anni sono affidati alle cure della tutor Maria Rosa Togni in collaborazione con l’associazione milanese “Gatti non parole”.

L’Azienda di tutela della salute e l’Enpa di Bergamo dovranno quindi mettere in atto tutte le azioni previste dalle vigenti norme in materia per il contenimento della colonia che oggi conta 130 gatti: prelevamento degli esemplari randagi per consentirne il censimento, sterilizzazione e iscrizione all’anagrafe degli animali di affezione. Dopo la degenza post intervento, verranno promosse attività di affido dei gatti di provenienza domestica e il ricollocamento in altre località o colonie, in collaborazione con Ats e con il Comune. Alla signora Maria Rosa Togni, attuale gestore della colonia, si chiede «di fornire, qualora disponibile, il supporto necessario per il perseguimento di tale obiettivo, di non ostacolare le attività di Ats ed Enpa e di non aumentare i gatti presenti nella colonia con importazioni improprie». L’ordinanza vieta infine a chiunque di somministrare alimenti all’interno e all’esterno dell’area di via Piave.

L’ordinanza del sindaco è stata emessa in seguito all’ultimo sopralluogo effettuato dall’Ats il 19 novembre scorso. Dalla relazione del personale sanitario è emerso che la colonia è delimitata da una recinzione posticcia per evitare l’allontanamento dei gatti e all’interno ci sono casette in legno e gabbie utilizzate per detenere parte degli animali. Le condizioni igienico-sanitarie risultano buone, così come i gatti presenti, che la signora Togni dichiara essere 83. Molti si lasciavano avvicinare, a testimonianza del fatto che si trattava di gatti domestici non più forastici, come quelli che invece dovrebbero essere presenti in una colonia felina. Al momento dell’ispezione, 31 gatti risultavano detenuti in strutture chiuse senza potersi muovere liberamente nell’ambito della colonia ma la referente si è giustificata dicendo che i mici rinchiusi erano sotto terapia o in attesa di sterilizzazione.

Dall’identificazione effettuata attraverso microchip è emerso che cinque gatti sono di proprietà del Comune di Ponte San Pietro in quanto soggetti della colonia, cinque sono di proprietà della signora Togni, un gatto appartiene al Comune di Varedo e quattro sono identificati ma non iscritti in anagrafe né regionale né nazionale. Da aprile 2019 a oggi non è stata effettuata alcuna sterilizzazione nelle strutture Ats nonostante la disponibilità manifestata in occasione della riunione del 16 aprile scorso durante la quale era stata sottolineata la necessità di diminuire il numero di gatti presenti nella colonia, sia attraverso l’adozione a mezzo associazioni sia tramite il contenimento delle nascite attraverso le sterilizzazioni.

L’ordinanza ha però lasciato con l’amaro in bocca Danilo Rota, socio ultimo di “Gatti non parole”: «La legge ci perseguita per troppo amore verso gli animali? Se così è ammettiamo le nostre colpe e ci cospargiamo il capo di cenere. Pagheremo. Ma fare violenza ad animaletti innocenti e donne amorevoli per meri calcoli politici di convenienza, trovo sia abominevole. Abbiamo le testimonianze sul nostro operato di ben quattro veterinari e due cliniche veterinarie. Visto il clima di calunnia venutosi a creare intorno alla nostra associazione vogliamo che si sappia che il nostro staff legale è pronto a querelare chiunque persista nelle attività diffamatorie verso la nostra associazione e in particolare verso la tutrice legale della colonia Rosy Togni».

Danilo ripercorre poi, con una profonda tristezza nel cuore, le tappe della vicenda: «Durante l’incarico a sindaco di Valerio Baraldi, la colonia ebbe il riconoscimento ufficiale di colonia felina tutelata per legge. L’amore immenso per i piccoli animali indifesi portò Rosy a commettere, forse, alcuni errori ma sempre dettati dall’amore. Insieme all’associazione “Gatti non parole”, della quale mi pregio di far parte, accolse gli animali provenienti da ogni dove ma tutti maltrattati. Una volta guariti, vaccinati e sterilizzati venivano dati in adozione a persone di fiducia. In rispetto della legge regionale numero 2 del 13 aprile 2017 articolo 11, i gatti erano censiti e registrati al punto di principale offerta del cibo. Tutto ciò senza che al comune di Ponte San Pietro costasse una lira. Tutto a spese nostre».

Sul tema è intervenuto anche il consigliere Valerio Baraldi, che presenterà presto un’interrogazione al sindaco Zirafa per farsi portavoce delle richieste dell’associazione. In particolare, Danilo Rota insieme alla presidente di “Gatti non parole” Letizia Montanari e alla socia tutrice Maria Rosa Togni, chiedono che il Comune «si faccia carico delle spese in solido per il mantenimento della colonia, sia per l’aspetto alimentare che sanitario, che ripristini la segnaletica apposta dalle precedenti amministrazioni e rimossa durante gli ultimi eventi e che non sposti i felini dal loro habitat abituale poiché tale azione è ritenuta per legge crudeltà e maltrattamento». L’associazione chiede inoltre di riconoscere il ruolo di tutrice a Rosa Togni e di smentire ufficialmente per pubblica affissione e sul sito del Comune le voci di presunti maltrattamenti verso gli animali da parte della gattara.

«Nel tempo occorso alla messa in sicurezza del ponte sotto il quale è collocato uno dei punti di ristoro della colonia – concludono i soci – chiediamo che l’amministrazione chieda all’azienda Aruba di via San Clemente il libero accesso sul proprio terreno di via Brenta dove grossa parte della colonia felina è solita stazionare, per dare ristoro ai gatti per il tempo che occorrerà ai lavori. Chiediamo inoltre un sistema di videosorveglianza in via Brenta e in via Sant’Anna in modo da scongiurare l’abbandono di gatti domestici in prossimità della colonia ed episodi di vandalismo occorsi negli ultimi tempi a danno della struttura. Vogliamo anche che venga messo fine al fenomeno del piattinarismo posto in atto da persone residenti in via Adige, in totale disprezzo delle norme igienico sanitarie e non rispettose delle diete della tutrice della colonia con la supervisione di veterinari di fiducia e di Ats. Una pessima alimentazione danneggia gli animali e il sindaco ne ha piena responsabilità».

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