La confessione a "diMartedì"

E pure Scalfari cedette al Papa «Ho dato l’8 per mille alla Chiesa»

E pure Scalfari cedette al Papa «Ho dato l’8 per mille alla Chiesa»
01 Ottobre 2015 ore 11:34

“Too big to fail”, uno slogan coniato e diffusosi durante gli anni peggiori della recente crisi economica. “Troppo grandi per cadere”, il riferimento era ai grandi istituti di credito del mondo, che nonostante le gravissime difficoltà finanziarie erano ritenuti talmente essenziali che mai e poi mai sarebbe stato permesso che crollassero. E così, effettivamente, è stato. Se si volesse provare a fare una rapida analogia, lo stesso non si potrebbe dire di Eugenio Scalfari, che martedì ha compiuto una “caduta” clamorosa: ospite di Giovanni Floris alla trasmissione diMartedì, l’ex storico direttore di Repubblica ha annunciato di avere, per la prima volta nella sua vita, devoluto il suo 8 per mille alla Chiesa cattolica. Ma come? Proprio Scalfari, uno dei “grandi” miscredenti, come si è spesso definito, uno di quelli che mai e poi mai ci si sarebbe aspettati che venisse meno al suo quasi antonomasico ruolo di avversatore del clero e delle sue propaggini, è caduto. “Too big to fail” si sarebbe potuto tranquillamente dire fino a ieri sera di Eugenio. Ma questa volta la caduta (con accezione puramente analogica, si intende) è avvenuta.

Il merito è di Papa Francesco. Come detto, il teatro prescelto da Scalfari per dare il grande annuncio è stata la trasmissione di diMartedì, dove un gaudente Giovanni Floris si sfregava le mani per essere il padrone di casa al momento di un evento così significativo. Scalfari, dopo aver parlato di Renzi, Berlusconi e Ingrao, si sofferma qualche minuto su Papa Francesco, profondamente stimato fin dalla sua elezione al soglio pontificio. L’ex direttore di Repubblica parla di Bergoglio con toni entusiastici, definendolo «profetico» e «rivoluzionario», visto il grande impegno nel riportare la Chiesa alla sua naturale vocazione missionaria, nonché gli sforzi nella battaglia contro il sempre più dilagante, a detta di Scalfari, temporalismo della Chiesa stessa. A questo punto Eugenio, con perizia tutta giornalistica, apparecchia il desco al meglio per la portata principale del suo intervento: con qualche tentennamento che, voluto o meno, accende la miccia della suspense, Scalfari dichiara di voler offrire prova tangibile di questa sua rinnovata (o prima) stima nei confronti della Chiesa e del Vaticano, affermando di essere in procinto di dare un annuncio di cui finora non aveva ancora parlato con nessuno.

 

https://youtu.be/S5q2VvEZSdE

 

E finalmente, l’8 per mille. Il pubblico trattiene il fiato, Floris non sta più nella pelle. Scalfari attacca a parlare del 730 per il pagamento dell’Irpef (ma che cos…? Si chiedono tutti), poi torna su Papa Francesco, sottolineando con un certo orgoglio di essere spesso cercato dallo stesso Pontefice in quanto ritenuto da quest’ultimo «un miscredente che lo stimola». Primi applausi. Ma lo scoop tarda ad arrivare, così Floris decide di superare ulteriori eventuali convenevoli e pone la fatal domanda che già da qualche secondo cominciava a ronzare nelle teste dei più avveduti: «Ma quindi Eugenio Scalfari ha devoluto il suo 8 per mille alla Chiesa cattolica?» La risposta, emozionata: «Sì, è la prima volta che do l’8 per mille alla Chiesa». Nuovo scroscio di applausi, Scalfari, rasserenato dalla reazione del pubblico, dà anche ragione di questa sua scelta, affermando che, a sua parere, questa Chiesa è più laica anche dello Stato. The biggest has failed.

 

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