Cronaca
Laura Adele Feltri, immobiliarista

Effetto Covid anche sulla casa: ma quant'è bello avere un balcone fiorito!

Effetto Covid anche sulla casa: ma quant'è bello avere un balcone fiorito!
Cronaca 18 Luglio 2020 ore 11:04

Sembra di notare una maggiore cura dei balconi, in queste settimane, come se fosse un altro effetto del lockdown, come se si fosse compresa l’importanza di avere un appartamento con uno sfogo all’aria aperta. Un balcone ben tenuto, accogliente. Ne abbiamo parlato con Laura Adele Feltri, immobiliarista, esperta di legislazione in materia di abitazioni.

Nelle precedenti interviste abbiamo parlato della casa che è da sempre considerata il nostro guscio, un luogo protetto. Abbiamo visto che, nel momento in cui è diventata una sorta di prigione, sia stata anche un pò “odiata”... ma i balconi ci hanno salvati.

«Sì, il terrazzo è stato importante, ed è stato rivalutato anche a livello immobiliare. Prima della pandemia era apprezzabile che un immobile avesse uno sfogo esterno, ma non sempre era determinante nella scelta, adesso invece si pone più attenzione sullo sfogo esterno e, se si ha un buon budget, si comprano immobili con grandi balconi o terrazzi».

In determinati contesti, lo spazio esterno è spesso adibito a stanza raccogli aggetti come fosse un ripostiglio?

«Sì, ci sono famiglie che considerano il terrazzo come un ripostiglio. Le cose però stanno cambiando, direi finalmente: trovo sia uno spreco non usarlo correttamente. Esistono molteplici formule di arredo interno per contenere tutto in casa, quindi il balcone, che è nato come uno spazio che dovrebbe regalare relax, è da usare come tale. Devo dire che balconi disadorni o usati come depositi, mi hanno sempre dato tristezza».

Tristezza?

«Certamente e le dico di più: è una sensazione che provo per ambedue i clienti sia venditori che acquirenti. Il proprietario di casa non comprende che così non dà valore a una parte preziosa della sua abitazione, e l’acquirente a sua volta forse riesce meno a valutarne le grandi potenzialità».

Mi raccontava che la situazione è cambiata…

«Sì esatto. Sta aumentando il numero di balconi fioriti ben arredati, anche quelli di piccole dimensioni. I venditori, anche se in procinto di lasciare l’abitazione, desiderano godersi uno spazio all’aperto. I giardinieri che conosco mi raccontano di giornate di lavoro per terrazzi o balconi fioriti. Consigliano naturalmente le piante più resistenti, più colorate, più facili da coltivare e soprattutto gli esperti spiegano come disporle nello spazio esterno. Nelle ultime settimane ho visto angoli meravigliosi: è importante la giusta collocazione, la scelta migliore del verde che resista in estate e in inverno e poi un arredo sobrio che consenta un relax quotidiano».

È soddisfatta di accompagnare i futuri acquirenti in luoghi accoglienti.

«Sono molto felice in questo momento perché credo fermamente che le case si gustino con gli occhi e si “sentano" di pancia, sentire persone soddisfatte per le visite mi stimola a incoraggiare i venditori a sviluppare questo desiderio di cura verso gli spazi aperti della casa».

In Bergamo città, non è facile trovare immobili con ampi balconi o terrazzi, come fate a soddisfare la richiesta?

«Il centro è ricco di angoli nascosti, basti pensare a via Quarenghi alta, l’inizio di via Moroni, borgo Santa Caterina, via Zambonate, via Tasso... dove aprendo un portone ci si ritrova in caseggiati con grandi balconate di ringhiera, ballatoi, profondi balconi semi coperti, giardini interni con il prato all’inglese e terrazzini a pozzo che permettono di guardare il cielo di sera sorseggiando una bevanda a lume di candela, leggendo un libro o chiacchierando».

Laura Adele Feltri

Le piace scoprire angoli nascosti della città?

«Certo, il mio lavoro mi regala questo privilegio, scoprire immobili che ai più restano sconosciuti, vedere angoli nei borghi che fanno invidia a quelli che in tanti ricercano in Città Alta, magari senza sapere che anche in città bassa ve ne sono. Bisogna amare immobili diversi dal solito standard a cui siamo abituati, bisogna essere maggiormente creativi e aperti mentalmente, e sapere apprezzare anche caseggiati anni ’70, per esempio, dove le terrazze sono importanti. Con piante rampicanti, come vedo spesso fare a Milano, si creano barriere di verde fiorito e profumato che ci permettono di avere privacy. Ma non solo: creano giardini d’inverno sfruttabili per molti più mesi all’anno e bastano una copertina e un divanetto, una candela e la magia di vivere uno spazio tutto nostro con il proprio compagno/a, il proprio animale o una amica/o si avvera».

In definitiva cosa serve per avere uno spazio esterno funzionale?

«Fantasia sicuramente e la capacita di capire che si può “evadere” e gustare una cena o un aperitivo in compagnia anche in casa propria, bastano pochi accorgimenti: piante perenni (io adoro i rampicanti, che mischio con fiori a seconda della stagione per dare colore), un semplice arredamento (a me piacciono i divanetti) e pochi accessori come candele, un tavolino e tanta sensibilità per questo elemento della casa che abbiamo incominciato ad amare».