Cronaca
LA DENUNCIA DI MEDICI SENZA FRONTIERE

È emergenza ebola in Africala malattia è in rapida diffusione

È emergenza ebola in Africala malattia è in rapida diffusione
Cronaca 26 Giugno 2014 ore 11:13

L’ebola continua a diffondersi in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Al momento sono stati registrati più di 500 casi con circa 300 vittime. È questa la notizia comunicata dall’organizzazione internazionale Medici Senza Frontiere (MSF), che avverte di aver raggiunto il limite della capacità di azione delle proprie équipe. Al momento MSF lavora con 300 operatori internazionali e locali in Guinea, Sierra Leone e Liberia, e ha inviato più di 40 tonnellate di attrezzature e risorse per aiutare a combattere l’epidemia.

 

 

«L’epidemia è fuori controllo» ha dichiarato il Dott. Bart Janssens, direttore delle operazioni per MSF. «Con la comparsa di nuovi focolai in Guinea, Sierra Leone e Liberia c’è il reale rischio che l’epidemia si diffonda in altre aree». La portata attuale dell’epidemia non ha precedenti sia come distribuzione geografica, che persone contagiate e decessi. È importante ricordare che per ebola non esiste ancora un vaccino, e gli unici trattamenti disponibili si limitano al contenimento dei sintomi (febbre, debolezza, dolori muscolari, mal di testa e gola, rush, vomito, diarrea, e, in alcuni casi, emorragie interne ed esterne). Le comunità locali pur rimanendo molto intimorite dalla violenza dei contagi e dal numero dei morti che cresce di giorno in giorno, continuano a partecipare ad aventi comunitari in cui è facile che il contagio avvenga. Allo stesso tempo, la società civile e le autorità politiche e religiose non riconoscono la portata dell’epidemia e sono poche le figure di spicco che promuovono la lotta contro la malattia.

In Guinea, MSF supporta le autorità sanitarie nella fornitura di cure mediche ai pazienti di Conakry, Télimélé e Guéckédou. Sono state allestite unità di trattamento a Macenta, Kissidougou e Dabola. Il lavoro di MSF implica anche il fornire indicazione sulla malattia nei villaggi, oltre che dare un supporto psicologico ai pazienti e alle loro famiglie.

In Sierra Leone, in collaborazione con il Ministero della Salute, un’équipe di MSF sta costruendo un centro per il trattamento dell’ebola di 50 posti letto a Kailahun mentre  piccole unità di cure sono state già installate a Koidu e Daru, e una terza aprirà presto a Buedu. MSF ha anche fornito materiali al Ministero della Salute per aiutare la costruzione di altri centri di trattamento.

In Liberia, il gruppo di MSF ha installato un’unità per il trattamento a Foya (nel nord) e un’altra al JFK Hospital. Inoltre, MSF ha organizzato corsi di formazione e donato attrezzature.

Attualmente, MSF è l’unica organizzazione umanitaria a trattare le persone affette dal virus. Ma oggi l’organizzazione medico-umanitaria si trova in difficoltà nel rispondere all’emergenza a causa dell’alto numero di nuovi casi e località. Per questo continua l’azione di raccolta fondi avviata da MSF a inizio epidemia attraverso il proprio Fondo Emergenze.

Per contribuire basta andare sul sito

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità, i paesi colpiti e quelli confinanti devono dispiegare le risorse necessarie per un’epidemia di questa portata” dichiara Janssen. “In particolare, deve essere messo a disposizione del personale medico qualificato, devono essere organizzate formazioni su come trattare l’ebola, e occorre incrementare l’attività di sensibilizzazione della popolazione e di monitoraggio dei contatti con persone infette. L’ebola non è più una questione di salute pubblica limitata alla Guinea: sta interessando tutta l’Africa occidentale.”