Chi sono i Terek-el-Taliban

Era giorno di esami a Peshawar I bambini uccisi a uno a uno

Era giorno di esami a Peshawar I bambini uccisi a uno a uno
17 Dicembre 2014 ore 15:50

Hanno sparato a bruciapelo sui bambini, sono corsi a cercarli nelle aule. Una violenza feroce e inaudita ha accompagnato la strage di Warsak Road a Peshawar, già ribattezzata dai media pakistani “il nostro 11 settembre”. 9 ore di terrore allo stato puro che hanno portato alla morte di 141 persone. Di queste 130 erano studenti tra i 6 e i 17 anni. Anche se da ormai dieci anni gli attacchi terroristici in Pakistan sono un’abitudine, era dal 2007 che il Paese non registrava una strage così atroce. Anche l’India, che col Pakistan è in guerra per la regione del Kashmir, si è unita al dolore del suo rivale.

Era giorno di esami il 16 dicembre all’Army Public School di Peshawar: gli studenti, nelle loro divise con le felpe verdi, che ricordano i colori della bandiera pakistanta, erano nelle aule pronti a sostenere i loro test. Una commando di una decina di terroristi, indossando false divise militari, ha arginato il cordone di sicurezza scalando il muro di un cimitero lì vicino, e ha fatto irruzione a scuola dal cortile. Ha iniziato a sparare all’impazzata, gridando “Allah Akbar” (Dio è grande), andando a scovare i bambini sotto ai banchi dove cercavano un riparo dalla follia omicida. Gli assassini li hanno uccisi a uno a uno. Alcuni di loro si sono fatti esplodere. Ci sono testimoni che affermano di avere l’impressione che gli assassini sapessero dove erano radunati il maggior numero di studenti.

Le polemiche. All’indomani della strage, quando il Pakistan è ancora scosso, sotto shock, incapace di trovare una ragione per il vile attacco di terroristi che hanno preso di mira le vittime più innocenti e indifese della società, iniziano le prime critiche alla gestione da parte dello Stato della minaccia terroristica.

Le scuole sono uno dei target preferiti dai talebani, forse perché nelle scuole si insegna a diventare uomini, si trasmette spirito critico, cultura, rispetto. Nelle scuole si cresce, si formano le persone che un domani potranno prendere decisioni per il paese. Dal 2009 al 2012 si sono contati almeno 800 attacchi alle scuole nella zona di Peshawar. Ma mai era successo che questi attacchi avvenissero di giorno, con gli studenti presenti. Alcuni media pakistani dicono che gli 800 attacchi erano 800 avvisaglie che prima o poi una strage sarebbe arrivata e che il governo non ha fatto abbastanza. Il principale quotidiano del Paese, Dawn, si chiede: “Dov’era l’intelligence?”. Le scuole per definizione sono vulnerabili, ma ciò non dovrebbe significare che un disastro di questa portata si possa verificare così facilmente. A Peshawar, il 16 dicembre, secondo il quotidiano, è andato in scena un clamoroso fallimento dell’intelligence in una città e in una zona all’interno di essa che avrebbe dovuto essere in cima alla lista in fatti di coperture di sicurezza. Inoltre, la lentezza con cui si è intervenuti per disinnescare il commando, 9 ore, ha dimostrato che non c’era un piano di salvataggio precedentemente pensato e predisposto. Non si erano mai fatte esercitazioni antiterrorismo. Insomma, la scuola di Warsak Road, secondo il Dawn, non era pronta all’emergenza. In seguito all’attacco alla scuola di Peshawar, il primo ministro Nawaz Sharif ha sospeso la moratoria sulla pena di morte in casi di terrorismo.

Chi sono i Terek-el-Taliban. Terek-el-Taliban ha rivendicato con orgoglio la carneficina, affermando che tutti devono soffrire come stanno soffrendo loro a causa delle operazioni militari del governo di Islamabad nel nord Waziristan, sul confine afghano. Ma da chi è costituita questa frangia talebana che rappresenta una delle formazioni più intransigenti della galassia fondamentalista? Terek-el-Taliban (TTP), è un’alleanza di gruppi militanti formati nel 2007 per unificare cellule che combattono contro l’esercito pakistano nelle aree tribali ad amministrazione federale e nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa.

Baitullah Mahsud, primo leader del TTP, è stato ucciso in un’esplosione provocata da un drone americano il 5 agosto 2009 ed è stato sostituito da Hakimullah Mehsud, che ha promesso di mandare agenti suicidi negli Stati Uniti. Sulla sua testa gli americani avevano messo una taglia da 5 milioni di dollari, finché nel 2013 un drone americano lo uccise. Più volte gli appartenenti all’organizzazione hanno minacciato di attaccare gli Stati Uniti, e un portavoce del TTP ha rivendicato il fallito attentato di Times Square a New York del 1 maggio 2010. L’anno seguente un altro portavoce ha promesso di attaccare gli Stati Uniti e l’Europa per vendicare la morte di Osama Bin Laden, e nell’aprile 2012 hanno minacciato attentati nel Regno Unito per il coinvolgimento britannico in Afghanistan. Sono loro, quelli del TTP, a sostenere che il premio Nobel per la pace Malala Yusafzai promuove solo la cultura occidentale e non l’istruzione.

In Waziristan, che dista circa 250 chilometri da Peshawar, i Tehreek-e-Taliban che oggi sono guidati da Maulana Fazlullah, sono uno dei gruppi più agguerriti. Oltre alle azioni anti-governative contro Islamabad, praticano attacchi in Uzbekistan e nella provincia Xinjiang della Cina. Con gli alleati di Al-Qaeda puntano a stabilire un proprio governo islamico; il gruppo ha contatti con l’altro ceppo talebano della Rete di Haqqani. La forza militare dei Tehreek, contrastati dall’esercito pakistano e dai droni statunitensi, è stimata attorno ai 16.000 guerriglieri. Dodicimila autoctoni, altri quattromila provenienti dall’estero, sono fazioni fondamentaliste arabo-sunnite, uzbeki e turkmeni. Sono firmati TPP gli attentati del 22 settembre 2013 a Peshawar dove morirono 85 persone in chiesa, dell’11 giugno 2014 a Karachi quando un uomo ha tenuto sotto assedio il terminal dei cargo all’aeroporto uccidendo 13 persone, e del 2 novembre 2014 a Lahore quando un kamikaze si è fatto esplodere uccidendo almeno 60 persone a un checkpoint militare nei pressi del confine con l’India.

 

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