Analizzati 500 "smanettoni"

Esiste pure l’influenza “telematica” Si prende se stai troppo su internet

Esiste pure l’influenza “telematica” Si prende se stai troppo su internet
10 Ottobre 2015 ore 12:04

Che l’uso eccessivo di internet a mo’ di vera e propria dipendenza psicologica potesse costituire un rischio maggiore per contrarre raffreddore e influenze nessuno lo avrebbe detto. Invece pare proprio essere così. Uno studio, pubblicato sulla rivista PlosOne, condotto dall’Università di Milano e di Swansea, nel Galles, con la collaborazione dell’inglese Abertawe Bro Morgannwg University Health Board, dimostrerebbe che l’”attaccamento” a display di qualsiasi natura, tablet, pc, o smarthpone utilizzati per la perpetua navigazione in siti di cui la natura è poco importante, produrrebbe nell’organismo un abbassamento delle difese immunitarie.

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L’indagine. Ai ricercatori è bastato osservare il comportamento di 500 persone, tutte maggiorenni, accomunate dall’uso smoderato di internet, per arrivare a concludere che questa “amorevole” dipendenza danneggia la salute. Non solo psicologica, ma anche puramente fisica. Esporrebbe infatti ad una maggiore probabilità di ammalarsi di malattie da raffreddamento, dall’influenza al classico naso che cola, con percentuali superiori anche del 30 percento. Tale esito è stato rilevato in circa il 40 percento degli indagati, moderatamente o straordinariamente dipendenti da internet, senza differenze di esso, rispetto a coloro che invece facevano di questo strumento informatico un semplice uso informativo e solo quando necessario, godendo quindi di una salute generale migliore.

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Le motivazioni. Come si spiega questo strano fatto? I ricercatori, alcuni dei quali avevano già studiato in precedenza la relazione salute-internet dipendenza, ipotizzano diverse tesi. La prima sostiene che la ragione si debba a uno stile di vita troppo stressato: chi è legato a internet quasi con un cordone ombelicale, passando cioè secondo lo studio in media 6 ore al giorno a navigare, pare più predisposto a dormire di meno, ad avere una alimentazione sregolata o peggiore, ad essere più pigro, dedicandosi dunque in maniera significativamente minore all’attività fisica, a favore invece del vizio di fumo e alcool. Tutti elementi e comportamenti che, alla lunga e indipendentemente dall’età (o da internet), possono danneggiare il sistema immunitario e aumentare la vulnerabilità alle malattie, di qualunque natura esse siano. Insomma, questo stress generalizzato dell’organismo innalzerebbe la produzione di corticosteroidi, cioè di particolari ormoni che possono interagire a sfavore della funzione immunitaria, diminuendone l’efficacia.

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Uso internet

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Meno scambio di germi con altri individui. Una seconda ragione, sempre secondo gli esperti, può risiedere nel fatto che coloro  che trascorrono molto tempo in solitaria davanti a un monitor a smanettare, hanno meno probabilità di incontro con il prossimo e questo significa minori possibilità di scambio di germi e batteri, che si sa possono anche essere fonte di salute perché immunizzano e fortificano le difese dalla contrazione di malattie facilmente acquisibili in luoghi e frequentazioni pubbliche. In buona sostanza, troppo tempo ‘chiusi’ davanti a internet ridurrebbe la corretta funzionalità e protezione svolta dal sistema immunitario verso l’organismo. 

Altri meriti dello studio. La ricerca avrebbe altresì evidenziato che le difese immunitarie possono abbassarsi fra gli internauti senza differenze di sesso, età o delle scelte di navigazione: gli uomini paiono infatti privilegiare maggiormente siti di gioco e/o pornografia mentre le donne quelli per lo shopping o i social media. Insomma i ricercatori concluderebbero che i risultati su come si utilizza Internet, aldilà di rilevare uno stereotipo di genere, non sono associabili direttamente all’impatto sulla funzione immunitaria. Ovvero non sembra avere importanza perché o la ragione per cui si usa internet, bensì il fatto che l’eccessivo utilizzo mette a maggior rischio di malattia. Questa volta, però, certamente evitabile.

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