La marcia diversa delle Mercedes

Ferrari, le novità per ora non pagano Sarà un Mondiale solo a inseguire?

Ferrari, le novità per ora non pagano Sarà un Mondiale solo a inseguire?
11 Maggio 2015 ore 09:00

Nico Rosberg domina il gp di Spagna e lancia la sfida mondiale al compagno Hamilton, secondo e staccato. Doppietta Mercedes, in ogni caso. Vettel arriva terzo, conquistando il quinto podio in cinque gare per la Ferrari (una vinta, in Malesia). Ma il tedesco incassa 40 secondi di distacco, troppi per essere contenti della prestazione. Il Cavallino aveva portato un bel pacchetto di novità a Barcellona, che però non hanno funzionato secondo le aspettative. Troppa carne al fuoco, forse. Era necessario rischiare per avvicinare le Mercedes ma non sempre gli esperimenti producono al primo colpo la miscela giusta. Di positivo c’è che la Ferrari ha confermato di essere la seconda forza in pista, per affiancare le Frecce d’argento però ci vuole qualcosa di più. Alla fine Vettel ha gracchiato un «grazie ragazzi» via radio, perché non bisogna dimenticare che un anno fa la Ferrari finiva doppiata.

Ferrari in difesa. Nessuno fa miracoli, si sapeva che ci sarebbe voluto tempo per lottare stabilmente al vertice. La rincorsa invernale e di inizio stagione aveva portato le Rosse nella scia delle Mercedes, è anche comprensibile tirare un po’ il fiato. Fisiologico. Niente è compromesso, guai arrendersi. Perché per mezza gara Vettel si è pur sempre tenuto dietro Hamilton, dopo averlo bruciato al via. Poi l’inglese ha scelto una tattica più aggressiva, che ha pagato. Un cambio di gomme in più, contando sulla maggior resa della sua Mercedes con le “hard”. Stavolta la Ferrari ha corso in difesa, forse questo è l’unico rammarico. La stagione è ancora molto lunga, nulla è scritto, anche se Hamilton e Rosberg stanno riducendo il Mondiale a una sfida a due. Prossima tappa però è Montecarlo dove tutto, si sa, può succedere. E poi arriveranno le piste veloci. La Ferrari avrà le sue occasioni. L’importante è che si svegli anche Raikkonen.

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La siesta di Kimi. Il finlandese a Barcellona si è nuovamente assopito, sia in prova che in gara, chiedendo con uno sbiadito quinto posto. Kimi si è notato solo la via, quando ha domato le Toro Rosso, poi ha remato in retrovia. La Ferrari deve decidere se allungargli il contratto, prove del genere lo allontanano dalla conferma. Anche perché non è riuscito a superare Bottas, che in tanti danno come suo erede a Maranello.

Rosberg scatenato. Ad azzeccare tutto è stato Rosberg. Dopo averle buscate per quattro gare, si è presentato carico come una molla a Barcellona, promettendo fuoco e fiamme. È stato di parola: pole position e vittoria, in testa dall’inizio alla fine. Incenerita la concorrenza, che l’ha visto solo dopo il traguardo. Sarà lui il nemico numero uno per Hamilton: l’inglese resta al comando della classifica, ma il tedesco è a soli venti punti. Praticamente niente. A Monaco, sulle strade di casa (nel vero senso della parola, visto che entrambi i galletti Mercedes abitano nel Principato), sarà battaglia. Sperando che anche Vettel (-31 dal vertice, non tantissimi) riesca a inserirsi nella singolare tenzone. Allora sì che l’estate si farà davvero calda.

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