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Choc a Brescia

Farmaci letali a due pazienti, arrestato primario dell’ospedale di Montichiari

Gli episodi contestati al medico risalgono allo scorso marzo. Il medico si trova ora agli arresti domiciliari

Farmaci letali a due pazienti, arrestato primario dell’ospedale di Montichiari
Cronaca 25 Gennaio 2021 ore 11:34

Il primario del pronto soccorso dell’ospedale di Montichiari (Brescia)  è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare dai Nas con l’accusa di omicidio volontario, per aver somministrato farmaci che hanno portato alla morte due pazienti affetti da Covid. L’uomo si trova agli arresti domiciliari perché, secondo il gip del tribunale di Brescia, sussiste il rischio di reiterazione del reato.

L’accusa

Avrebbe intenzionalmente somministrato farmaci a effetto anestetico e bloccante neuromuscolare causando la morte di due pazienti ricoverati per Covid. Sono queste le accuse nei confronti del primario del pronto soccorso di Montichiari, presidio degli Ospedali Civili di Brescia. Gli episodi contestati al medico risalgono allo scorso marzo.

Le attività investigative hanno consentito di analizzare le cartelle cliniche di numerosi pazienti deceduti in quel periodo per Covid-19, riscontrando in alcuni casi un repentino e non facilmente spiegabile aggravamento delle condizioni di salute. Tre salme sono anche state esumate per essere sottoposte ad indagini di natura autoptica e l’esame tossicologico ha dato esito positivo.

Su un’altra invece sono stati trovati elementi tali da lasciar pensare che sia stata condotta un’attività illecita. Proprio il tipo di farmaco, se utilizzato in modo spropositato, può causare il decesso. L’uso del medicinale non è stato però inserito in nessuna delle cartelle cliniche e proprio per questo potrebbe essere sollevata un’accusa di falso in atto pubblico.

Il commento degli Spedali Civili

La struttura sanitaria degli Spedali Civili ha commentato di non aver, per il momento, disposto un’indagine interna, in quanto «c’è un’indagine della Procura che è superiore a qualsiasi altra indagine. Ci rimettiamo ai magistrati». Per questo motivo l’Asst ha preferito non commentare la vicenda, rimandando a più tardi qualsiasi forma di comunicazione in merito alla vicenda.

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