E ora attacca l'Inghilterra

Come la Fifa ha assolto la Fifa

Come la Fifa ha assolto la Fifa
17 Novembre 2014 ore 10:18

I Mondiali del 2018 si svolgeranno in Russia, e quelli del 2022 in Qatar: tutto come previsto, insomma. Ci sono però due problemi, e non da poco: anzitutto, la Fifa, l’organizzazione mondiale del calcio che da diversi mesi era stata accusata di corruzione circa l’assegnazione del campionato iridato proprio ai due Paesi citati, è sì uscita indenne dall’inchiesta, ma è stata giudicata… proprio dalla Fifa stessa; in secondo luogo, il documento redatto dall’avvocato americano Michael Garcia, incaricato di indagare sulla faccenda, una volta giunto nelle mani dei gradi alti della Fifa, da robusto faldone di 350 pagine, si è visto comprimere in una quarantina di pagine di riassunto, senza la possibilità di veder pubblicato l’originale. E, in merito a quest’ultimo punto, lo stesso Garcia ha sottolineato come, nella versione più che ridotta del testo, ci sarebbero gravi mancanze e omissioni circa numerosi fatti decisivi. Da qui in poi, naturalmente, è stata bagarre.

L’origine dell’inchiesta. Alla fine dello scorso anno, il quotidiano Sunday Times aveva avanzato l’ipotesi, con tanto di nutrite documentazioni, che dietro alle assegnazioni dei Mondiali di calcio del 2022 in Qatar ci fosse una fittissima trama di corruzione all’interno della Fifa. In particolare, Mohamed bin Hammam, ex dirigente di alto livello della FIFA originario del Qatar, avrebbe corrotto diversi funzionari FIFA (per un totale di 5 milioni di dollari) perché appoggiassero la candidatura qatariota nell’ospitare la rassegna calcistica del 2022; analoghe dinamiche avvenute per quanto riguarda l’assegnazione alla Russia del torneo del 2018. Da queste illazioni (lo ripetiamo, molto ben documentate), la Fifa aprì un’inchiesta per far luce sulla questione, incaricando l’avvocato Garcia. Le indagini sono durate un anno intero, e hanno prodotto, come si diceva, un dettagliato rapporto di 350 pagine, che il 5 settembre scorso sono state consegnate alla Fifa. Analizzate le pagine, proprio ieri, giovedì 13 novembre, è stato pubblicato un resoconto di 42 pagine, in cui il massimo organo calcistico mondiale ammetteva sì qualche infrazioni alle corrette regole, ma assai lievi e di scarsa incidenza, così da chiudere la questione con un complessivo giudizio positivo circa la procedura di assegnazione e nessun tipo di ritrattazione rispetto a Russia e Qatar.

Ma la reazione di Garcia non si è fatta attendere: l’avvocato americano ha sottolineato come il report reso noto dalla Fifa sia zeppo di errori di fatto e manchevole di diverse considerazioni rilevanti, chiedendo a gran voce la pubblicazione dell’originale; cosa che però la Fifa ha già fatto sapere di non avere la minima intenzione di fare, ritenendo che quanto pubblicato sia già sufficiente. Una reticenza da parte della Fifa nel dare trasparenza assoluta all’inchiesta che è già indice di qualcosa che non va. A ciò si aggiunga il fatto che, dal momento delle assegnazioni, dei 22 componenti della commissione giudicante ben 5 siano già stati allontanati oppure si siano dimessi e questo spiega molto.

E la Fifa rilancia contro l’Inghilterra. Nelle famose 42 pagine di riassunto, la Fifa non si sarebbe solo limitata a giustificare la bontà delle scelte operate, ma ha inoltre accusato l’Inghilterra, rivale di Russia e Qatar per l’assegnazione di Mondiali, di tentativi di corruzione ai danni della commissione giudicante. Non si è fatta attendere la dura risposta della Federcalcio inglese alla accuse: «È una manipolazione politica, una farsa». Pochi minuti dopo la pubblicazione del rapporto emesso dalla Fifa, i vertici del calcio inglese hanno pubblicato un comunicato che difende, senza se e senza ma, l’operato del suo comitato organizzatore, attaccando frontalmente il governo del calcio mondiale.

Degna conclusione di tutta questa vicenda è la presunta decisione di Garcia di fare ricorso contro la Fifa, per omissione di fatti e occultamento di prove. Qualsiasi sia la verità, di certo è questo un ennesimo colpo alla reputazione di un mondo, quello del calcio, sempre più oscuro e impopolare.

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