Cronaca e commento

È finito il sogno della Primavera Ma i ragazzi meritano un applauso

È finito il sogno della Primavera Ma i ragazzi meritano un applauso
Cronaca 07 Giugno 2018 ore 06:35
L’amarezza di capitan Bolis contro la Fiorentina. Foto Atalanta.it

 

La Fiorentina si trasforma in bestia nera dell’Atalanta e colpisce ancora, eliminando i nerazzurri dalle Final Four e negando loro la gioia di giocarsi lo scudetto nella finalissima di sabato per il secondo anno consecutivo. Dodici mesi fa i toscani, nei quarti di finale, sono riusciti a fare fuori la Dea e ieri, martedì 5 giugno, hanno bissato l’impresa contro la migliore formazione di categoria. Dopo una grandissima stagione, termina con una sconfitta per 2-0 allo Stadio Ricci di Sassuolo la cavalcata dei bergamaschi nel campionato Primavera.

 

[Le formazioni prima di inizio partita. Foto Atalanta.it]

 

Bellissima la cornice di pubblico dove erano presenti diversi volti noti del calcio professionistico come il campione del Mondo dell’82 Beppe Bergomi, Giulio Migliaccio, ex centrocampista degli orobici, Roberto Pruzzo, ex bomber di Roma e Fiorentina, e Andrea Sottil, tecnico del Livorno e padre del protagonista assoluto della serata Riccardo. Sulla tribuna opposta rispetto a quella principale ha assistito alla gara un gruppo formato da un centinaio di tifosi atalantini che hanno incitato i propri beniamini durante i novanta minuti. Sotto gli occhi attenti di alcuni dirigenti nerazzurri, tra cui mancava il responsabile del settore giovanile Costanzi e il direttore generale Umberto Marino, gli uomini di Massimo Brambilla sono scesi in campo senza una punta centrale di ruolo, ma con due attaccanti come Latte Lath e Kulusevski in grado di svariare su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento alla difesa dei fiorentini. Alle loro spalle, nell’inedito ruolo di trequartista, è stato schierato il talento classe ’99 Melegoni, che non è stato in grado mettere la sua firma sul tabellino dei marcatori anche se ha offerto una prestazione sufficiente. Queste scelte con il senno di poi non si sono rivelate particolarmente vincenti e aumentano il rammarico per il tecnico atalantino che alla vigilia aveva valutato l’utilizzo di un centravanti di peso. La rosa della società di Antonio Percassi ha giocato comunque un buon calcio, peccando però di cinismo e non riuscendo a trasformare in rete le numerose occasioni da gol create.

Il big match da dentro o fuori è stato un banco di prova importante per entrambe le compagini che hanno dimostrato di essere arrivate fino alla semifinale con merito. Partenza sprint per la Dea, che si spinge in avanti con qualità e al primo ribaltamento di fronte paga a caro prezzo l’errore di Zortea, il quale sbaglia l’intervento difensivo permettendo a Sottil di involarsi palla al piede, verticalizzazione al centro per il bomber numero 9 Gori che deve solo spingere in gol la sfera. Deludente la performance di Latte Lath che non ha sfruttato una buonissima chance in contropiede nel primo tempo e anche nella ripresa non ha mai centrato la porta difesa da Cerofolini. Dopo diversi tentativi rispediti al mittente della squadra di Brambilla, vincitrice della regular season, i giocatori di Bigica realizzano il raddoppio targato Meli-Diakhate, con il senegalese che in spaccata trafigge l’incolpevole Carnesecchi. Fiorentina che si toglie un’altra grandissima soddisfazione e si regala il pass per la finale.

 

[La delusione di mister Brambilla. Foto Atalanta.it]

 

Nella conferenza stampa post partita, visibilmente dispiaciuto l’allenatore Brambilla, che si è consolato con la consapevolezza di aver lanciato alcuni giovani dalle prospettive importanti, talenti che potranno tornare utili in ottica futura per la prima squadra. Il mister ha anche ammesso che ci teneva particolarmente a raggiungere l’ultimo atto della competizione, così come tutto l’ambiente orobico. Nella partita decisiva la tensione e la pressione hanno preso il sopravvento, proprio come analizzato al termine dell’incontro ai nostri microfoni anche da Beppe Bergomi, bandiera interista e vincitore dello scudetto Berretti nel 2013 con l’Atalanta: «Le partite di fine stagione sono difficili, l’Atalanta è rimasta ferma e ha subito un calo fisico, a differenza della Fiorentina che ha giocato la scorsa settimana ed è una formazione più esperta essendo abituata a giocare questo tipo di gare. La squadra di Bigica non è spettacolare ma è difficile da affrontare perché subisce pochi gol e davanti è pericolosa; quando i viola hanno giocato bassi non hanno permesso ai bergamaschi di trovare spazi. Nei nerazzurri l’assenza di un centravanti ha creato superiorità sugli esterni, però nessuno ha occupato la zona centrale dell’area. Penso che per questi giovani sia importante giocare con continuità, vedremo come verranno sistemati nella prossima stagione». Alla domanda su chi veda pronto per il salto di qualità, Bergomi ha risposto: «Premesso che il passaggio in prima squadra è difficile, un prospetto molto interessante è Zortea, terzino destro di spinta che nonostante abbia commesso un errore sul primo gol ha una bella struttura. In quel ruolo abbiamo poche soluzioni nel calcio italiano».

La stagione dell’Atalanta Primavera termina qui e il voto in pagella non può che essere un sette. Peccato per questa eliminazione che macchia un cammino che avrebbe meritato un finale diverso. Chapeau a tutta la rosa per il grande lavoro svolto, dai giocatori allo staff che hanno dato il duecento per cento per il bene della Dea.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli