Fiorano al Serio piange Arnaldo "Banana" Gusmini, un generoso uomo delle nevi
Una vita sulle piste, al servizio degli appassionati e delle storica azienda Salomon. A Gazzaniga aveva creato il Museo dello Sci con le attrezzature dei grandi campioni

di Giambattista Gherardi
Aveva 87 anni e una passione sconfinata per lo sci e gli sport invernali. La pandemia di Coronavirus si è portata via Arnaldo Gusmini di Fiorano al Serio, noto in paese e fra gli addetti ai lavori con il soprannome di “Banana”. La sua avventura iniziò e proseguì per decenni nella Salomon Italia, l’azienda creata negli anni ’60, con sede a Bergamo. «Non lo fermava mai nessuno - ha scritto in un lungo ricordo il direttore di Sciare Magazine, Marco Di Marco - nonostante non avesse un fisico scultoreo. E forse proprio per quella statura limitata, quell’incedere sempre deciso e quella disponibilità assoluta, ha costruito la figura di un uomo buono. Sempre a disposizione di tutti, amici o sconosciuti. Impossibile non volergli bene. E tutti, quando (anche oggi) nominano il Banana, sorridono con un’aria di tenerezza».

«Il Banana era addetto alle promozioni – aggiunge Di Marco - anche se si è sempre occupato di qualsiasi cosa fosse necessario fare. Non ha mai perso un’edizione della Marcialonga, viveva la Marcialonga più di qualsiasi fondista, più dei senatori, più degli organizzatori. Si caricava in spalla duecento striscioni Salomon e li disseminava lungo gli oltre 40 chilometri del percorso. Ci metteva una settimana». Nelle ultime settimane, Arnaldo ha lottato contro il virus, mostrando sino all’ultimo l’orgoglio di un vero uomo di sport. «Quando è venuto a prenderlo l’ambulanza - ha raccontato la moglie Madalì, che lo piange con i figli Loretta, Angela e Luca - ha voluto entrarci con le sue gambe, credo per orgoglio. E andandosene mi ha detto: “Se mi chiama la Salomon, digli che io per la prossima Marcialonga sono disponibile”».
Nella sua lunga attività al fianco dei campioni dello sci (alpino o da fondo), ha avuto anche l’onore di accompagnare Papa Wojtyla nella celeberrima uscita sull’Adamello. A Gazzaniga aveva anche organizzato un “Museo dello sci” nelle scuole, grazie alla collaborazione con il Comune e la locale sottosezione del Club Alpino Italiano. Vi aveva depositato decine di paia di sci Salomon, utilizzati in gare internazionali da campioni come Fritz Strolz, Max Blardone ed Efrem Merelli, bergamasco di Orezzo e tricolore di slalom negli anni '80. Conservava gli sci di campioni delle discipline nordiche e dello sci alpinismo, ma anche quelli dei compianti Fausto Radici e Mario Merelli. Con Arnaldo “Banana” Gusmini se ne va un pezzo di storia del nostro sport.