Sfregiata in un pomeriggio di follia

La fontana della Barcaccia spiegata anche agli olandesi

La fontana della Barcaccia spiegata anche agli olandesi
21 Febbraio 2015 ore 04:25

La fontana della barcaccia è una delle fontane più belle al mondo, e certamente tra le più innovative per i suoi tempi. Sorge in un punto di Roma che aveva già visto il fallimento di un progetto analogo a causa della insufficiente pressione dell’acqua che arrivava ai piedi dello strapiombo – poi trasformato in scalinata – su cui si affacciava e si affaccia tutt’ora la chiesa di Trinità dei Monti. Quando l’acquedotto dell’Acqua Vergine fu ammodernato, nel 1627, papa Urbano VII Barberini incaricò Pietro Bernini – padre del più famoso Gianlorenzo – di riprendere in mano la vicenda per tentare di far arrivare l’acqua nella piazza ora nota come piazza di Spagna. Il compito non si rivelò di semplice soluzione.

 

la_fontana_della_barcaccia_in_piazza_di_spagna_gallery

 

Nonostante i lavori ai tubi dell’acquedotto (ancor oggi la via che parte da piazza di Spagna si chiama via Condotti) la pressione rimaneva insufficiente per consentire all’acqua della sottostante cisterna di raggiungere il livello del suolo. Bernini padre e figlio decisero allora di scavare nel suolo un ambiente nel quale collocare la fonte i cui ugelli si sarebbero trovati poco sopra la quota del terreno pedonabile.

Il progetto prevedeva di generare un piccolo specchio d’acqua a forma di ellisse, al centro del quale sarebbe stata inserita una scultura in forma di barca dalla quale i romani avrebbero potuto attingere con secchi o bere direttamente. Il nome “barcaccia” ha avuto diverse spiegazioni. Si parlava di una vecchia barca da carico che da anni stazionava nei dintorni, dalla quale sarebbe derivata l’idea stessa della scultura. Più plausibilmente “barcaccia” era il nome delle peggiori barche che navigassero il Tevere trasportando materiali da costruzione. Il fatto spiegherebbe la posizione inclinata, imbarcante acqua, della loro sorella di pietra.

Due anni dopo aver ricevuto l’incarico (1629) i Bernini potevano consegnare al pontefice la prima fontana al mondo che fosse anche una scultura in cui la pietra e l’acqua che la rende lucida tracimando e zampillando incessantemente gareggiano in splendore.

Nella celeberrima “Passerò per piazza di Spagna” Cesare Pavese ricorderà il cielo chiaro, il colle di pini e di pietra, i fiori spruzzati di colori alle fontane e scriverà che il suo cuore, in attesa di incontrare la donna amata, batterà sussultando / come l’acqua nelle fontane. In realtà una fontana sola, che però riassume in sé – come un inizio – tutte quelle di Roma barocca. La fontana del Tritone e quella dei fiumi a piazza Navona sarebbero venute dopo a coronare il trionfo di Gianlorenzo e a insegnare al mondo come si esalta l’umiltà dell’acqua e si intenerisce la pietra.

Qualcuno può spiegarlo ai supporter del Feyenoord?

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