Dopo la sfiducia

«Fontana e la sua Giunta devono andare a casa»: attacco frontale di Scandella e Pd regionale

Il governatore ha ottenuto l'ok dalla maggioranza per continuare a governare, ma i dem non ci stanno. Il consigliere bergamasco spiega perché, a suo parere, è il momento di chiudere questa esperienza politica

«Fontana e la sua Giunta devono andare a casa»: attacco frontale di Scandella e Pd regionale
28 Settembre 2020 ore 14:19

La mozione di sfiducia al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana non ha riservato sorprese: la maggioranza di centrodestra si è stretta attorno al governatore evitando il rischio di nuove elezioni. Perché? «Il giudizio dei lombardi su questa Giunta è cambiato profondamente – ragiona Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd –. All’inizio dell’emergenza Fontana e il suo assessore alla sanità Gallera hanno scommesso sul fatto che sarebbe durata poco e sarebbe stata gestita bene. Per settimane hanno fatto a gara a chi si sarebbe preso il merito, con due conferenze stampa al giorno e una sovraesposizione mediatica che non ha avuto eguali. Le cose, però, sono andate diversamente». Come, per Scandella è presto detto: «La realtà delle migliaia di persone rimaste sole senza un aiuto, senza ossigeno, visite domiciliari o posti letto in ospedale, ha distrutto il racconto della Giunta. Ma ancor più degli errori, alcuni macroscopici, ha pesato l’arroganza del “rifaremmo tutto” o “dormiamo sonni tranquilli”. Tante persone non perdoneranno mai».

Per contro, il Pd per mesi ha chiesto un cambio di rotta, «dalle scelte sulle case di riposo al tracciamento con test e tamponi dei contatti di chi aveva contratto il virus. Lo abbiamo fatto prima con tono collaborativo e istituzionale e quando abbiamo trovato le porte chiuse, abbiamo battuto i pugni, ma nel frattempo le cose sono andate come sappiamo». La Lombardia però deve cambiare: «Avere alcuni dei migliori ospedali d’Italia non significa avere il sistema sanitario migliore – insiste Scandella –. Da rivedere è il rapporto tra strutture pubbliche e private, una medicina territoriale poco sviluppata, le liste d’attesa, lunghe, e il costo, alto, per le prestazioni, la desertificazione dei servizi pubblici nelle periferie».

Oggi la retorica dell’eccellenza non basta più, conclude il consigliere Pd: «La usa solo chi vuole salvare se stesso per evitare il conto, non solo della gestione Covid, ma di questi anni passati a nascondere la polvere sotto il tappeto, a illudersi che bastasse il pilota automatico. Fontana e la sua Giunta non vogliono assumersi la responsabilità di cambiare e sono diventati un freno per questa regione. Perciò, per quello che hanno fatto negli ultimi mesi, per la credibilità che non hanno più, devono andare a casa. Basta così».

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