Richiedenti asilo in Val Brembana?

Foppolo, gli atti vandalici all’hotel erano soltanto una bufala?

Foppolo, gli atti vandalici all’hotel erano soltanto una bufala?
16 Maggio 2017 ore 07:30

Il presunto atto vandalico compiuto nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 maggio presso l’hotel ex Pineta di Foppolo da una mano misteriosa e con l’unico intento di “sfavorire” l’accoglienza di alcuni richiedenti asilo nella struttura, ha fatto molto discutere. Quella che, però, pareva una notizia certa, data in primis dal Corriere della Sera Bergamo e poi ripresa da tutte le altre testate orobiche (BergamoPost compresa), viene ora messa in dubbio. Come riporta lo stesso Corriere, infatti, nei giorni scorsi il sindaco del Comune brembano Beppe Berera ha reso noto attraverso una breve e concisa lettera che quelle riportate sono, in realtà, bufale.

Berera se l’è presa anche con il primo cittadino di Bergamo, Giorgio Gori, reo di aver rilanciato attraverso i propri canali social la notizia commentandola con un semplice «vergogna». «Vergogna per lo stato di degrado e di abbandono in cui versa l’albergo Pineta – scrive il sindaco di Foppolo -. Vergogna raccontare e anche solo immaginare che possano verificarsi reati del genere e che questi siano stati causati per non ospitare i profughi. Vergogna quando l’informazione non è corretta». In altre parole, secondo Berera non sarebbe stato compiuto nessun atto vandalico nei due mini appartamenti dell’ex albergo Pineta, ridotti in quelle condizioni di degrado da anni. Dunque i giornali avrebbero preso per buone «le false teorie prospettate ad arte da qualcuno». Chi? Berera non fa nomi, ma è possibile si riferisca alla proprietà della struttura, che ha presentato una denuncia su cui attualmente le forze dell’ordine stanno cercando di fare luce.

 

[A sinistra, il sindaco Beppe Berera (foto Val Brembana Web Community)]

 

Nel frattempo, il 14 maggio, all’hotel San Simone di Valleve e nei mini appartamenti dell’ex Pineta di Foppolo sono tornati i titolari della cooperativa Ubuntu. Si tratta della cooperativa lecchese in trattativa con il proprietario dell’immobile Franco Quarti per utilizzare le strutture per l’accoglienza dei migranti. Ubuntu ha presentato, le scorse settimana, una lettera di manifestazione d’interesse in vista del bando che la Prefettura aprirà nei prossimi mesi per trovare nuove strutture per accogliere i richiedenti asilo che giungeranno nella Bergamasca. E per questo motivo la coop, insieme a un delegato della Prefettura, ai vigili del fuoco e all’Asl, all’inizio della scorsa settimana aveva eseguito un sopralluogo preventivo nell’ex albergo. La struttura, però, è abbandonata da anni e servirebbero diversi lavori. Forse è per provare a raccimolare qualche soldo che, dunque, è stata messa in giro la voce degli atti vandalici? Non è dato saperlo, al momento.

Di certo c’è che il sindaco Berera non sta vivendo un momento facile. Dopo i diversi e ben noti problemi nella gestione della Brembo Super Ski (società gestrice delle piste da sci, fallita) e il rogo doloso che l’estate scorsa ha completamente distrutto i due impianti di risalita di Foppolo, si è aggiunta nelle ultime ore anche una grave accusa nei suoi confronti. La vicenda è riportata dal Corriere, secondo cui Davide Midali, gestore del rifugio Scoiattolo a San Simone, insieme al sindaco di Valleve Santo Cattaneo, si sarebbe presentato ai carabinieri con due referti del pronto soccorso di San Giovanni Bianco affermando di essere stato aggredito da Berera. Più precisamente, il primo cittadino di Foppolo avrebbe aggredito lui e suo figlio di soli 3 anni e mezzo. Come riporta il Corriere, Midali avrebbe raccontato ai carabinieri: «Berera e Cattaneo mi avevano telefonato per dirmi che sarebbero passati a parlarmi, ma una volta qui Berera ha dato in escandescenza. Ha insultato la mia compagna e spinto il bimbo contro una ringhiera. Poi, mi ha colpito al collo con un secchiello». A questo racconto, si aggiunge quello di Eleonora Cattaneo, consigliere comunale di Valleve e compagna di Midali: «Il bimbo ha un livido sotto il mento, un graffio sopra l’occhio e un lieve trauma cranico. Tutto questo è inaccettabile». Berera, contattato dai colleghi del quotidiano di piazza della Libertà, non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

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