Fugge dalla polizia locale alle autolinee e si nasconde sotto un’auto: arrestato
In manette per resistenza a pubblico ufficiale durante un controllo straordinario degli agenti nella zona della stazione, martedì 18 marzo. Condannato a sei mesi di reclusione

Se l’è data a gambe cercando di non farsi prendere. È arrivato anche a nascondersi sotto un’auto ma non è bastato. Serata con inseguimento, martedì 18 marzo, durante un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal questore di Bergamo: gli agenti della polizia locale hanno arrestato un cittadino di nazionalità marocchina per il reato di resistenza a pubblico ufficiale in via Bono, nella zona della stazione autolinee.
Gli agenti, con il supporto del cane antidroga, hanno effettuato controlli mirati sulle persone presenti lungo il marciapiede. Ma, alla richiesta di esibire un documento d’identità, J.M., classe 1999, si è dato alla fuga. Ne è seguito un inseguimento a piedi che si è sviluppato tra via Angelo Maj, via Clara Maffei e via Pascoli, dove il fuggitivo ha tentato appunto di nascondersi sotto un veicolo in sosta. Ha opposto resistenza, ma gli agenti sono riusciti a bloccarlo.
Il 26enne è risultato già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti penali, tra cui rapina, furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e spaccio di stupefacenti. Inoltre, era destinatario di un ordine di espulsione dal territorio nazionale e gravato da un avviso orale del questore. Per questo motivo, è stato anche deferito per non aver ottemperato al provvedimento di espulsione.
Su disposizione del magistrato di turno, l’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del Comando della polizia locale di via Coghetti, in attesa del processo con rito direttissimo che si è svolto nella mattinata di mercoledì 19 marzo. In sede processuale, l’uomo ha scelto di patteggiare. Il giudice ha quindi disposto una condanna a sei mesi di reclusione, applicando anche la misura cautelare del divieto di dimora a Bergamo e in tutta la provincia.
Stava correndo a pagarci la pensione
Già espulso avrebbe dovuto ottemperare al provvedimento quindi andarsene da sè. Siamo oltre barzelletta, siamo alla farsa. Ma basta con questa gente. Subito fuori dall'Italia con espulsioni immediate e VERE.
Già in giro ad ottemperare al suo lavoro di spaccio e furti. Grazie ai magistrati e alle ignobili leggi italiane, favorevoli solo ai delinquenti.
Bisogna usare l' esercito altrimenti sarà sempre peggio. Espulsione coatta. Parlando con alcuni missionari in Africa mi hanno detto che quelli che vengono in occidente sono per la maggior parte galeotti. meditate gente. I politici hanno responsabilità ma se guardiamo al caso ALBANIA, con Salvini imputato, qui le responsabilità sono di altri: sinistra e magistratura.
Te pareva......la nazionalità intendo. Già noto per numerosissimi precedenti. Che ci fa ancora qui? Dovremmo PRETENDERE delle risposte dai nostri politici che vengono pagati con i NOSTRI soldi. Siamo i loro datori di lavoro, quindi è LEGITTIMO pretendere delle spiegazioni!