In via Stezzano

Fumo nero ad Azzano, il Comune vuole vederci chiaro (è il minimo)

Fumo nero ad Azzano, il Comune vuole vederci chiaro (è il minimo)
03 Luglio 2019 ore 09:15

Dopo l’appello lanciato la scorsa settimana da alcuni residenti di via Stezzano, preoccupati per i fumi e per i rumori dello stabilimento che brucia olio di colza 24 ore su 24 a pochi passi dalla piattaforma ecologica, ora l’amministrazione comunale tranquillizza i cittadini. «Non è la prima volta che avvengono tali emissioni da parte dell’impianto in questione – spiega il sindaco Lucio De Luca – e anche nelle altre occasioni è stato segnalato ad Arpa che, comunque, non ha mai evidenziato irregolarità. Anche dall’ultima ispezione dell’Ats del 9 febbraio 2018 non è emersa alcuna violazione di norme igienico-sanitarie. L’autorizzazione originaria dell’impianto rilasciata dalla Provincia di Bergamo prevede che lo stesso possa bruciare sia oli vegetali che resti animali. La società che aveva realizzato l’impianto e che lo ha attivato, negli scorsi anni ha ceduto la gestione ad altra impresa. Non ci sono motivi particolari per dubitare che tale nuovo soggetto attui comportamenti illeciti; tuttavia, in attesa dell’intervento dell’Agenzia regionale, stiamo già effettuando ulteriori verifiche sull’autorizzazione provinciale».

In particolare, l’apprensione dei residenti era aumentata lo scorso 13 giugno, quando dall’impianto di via Stezzano aveva iniziato a fuoriuscire una fitta coltre di fumo nero. L’allarme era serpeggiato anche tramite i social, sulla pagina «Azzano San Paolo virtual town». Ma De Luca precisa: «Nel tardo pomeriggio del giorno 13 giugno dal camino dell’impianto di cogenerazione di via Stezzano 22 sono stati visti fuoriuscire dei fumi neri per niente rassicuranti. Qualcuno, pensando a un incendio, ha chiamato i…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 44 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 luglio. In versione digitale, qui.

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