La Virgin Galactic è la società leader

Il futuro del turismo è nello spazio (incidenti permettendo)

Il futuro del turismo è nello spazio (incidenti permettendo)
05 Novembre 2014 ore 13:54

Non vogliamo proprio lasciarlo stare, lo spazio siderale. L’idea che resti vuoto, senza traccia di presenza umana, ci procura l’orticaria. Quale migliore rimedio, allora, di un turismo fra le stelle (che potrebbe anche fruttare milioni e milioni di dollari)? La Virgin Galactic, di proprietà di Sir Richard Branson, ha preso la sfida sul serio e ha investito sull’ultima frontiera della colonizzazione, pardon, del turismo. Il 31 ottobre, tuttavia, è occorso un incidente che probabilmente rallenterà lo sviluppo e l’attualizzazione del progetto. Lo SpaceShipTwo, una navicella prototipo, è stata lanciata nel deserto del Mojave, in California. Due minuti dopo lo sgancio dal jet WhiteKnightTwo, che l’ha portata a un’altezza di circa 13.500 metri, ha però subito un cedimento strutturale, seguito dall’esplosione del propellente. Nell’incidente è morto il copilota, Michael Alsbury, mentre il pilota si è salvato, riportando leggere ferite e contusioni.

Il Wall Street Journal ipotizza che l’incidente cambierà la natura del turismo spaziale, trasformandolo da un fenomeno di massa a uno destinato a una ristretta cerchia di pionieri, simili agli alpinisti che per primi affrontarono le vette più difficili. Non si hanno notizie sulla data del primo volo: secondo gli annunci degli scorsi mesi, sarebbe dovuto partire già nel corso del 2014, ma ciò che è accaduto il 31 ottobre ha rimesso tutto in discussione. Le 700 persone in lista d’attesa dovranno pazientare ancora per un po’. Tra questi ci sono anche Justin Bieber, Lady Gaga e Ashton Kutcher e Leonardo Di Caprio. Dopo il lancio di inaugurazione, i voli della Virgin Galactic non partiranno non più dal deserto del Mojave, ma dallo “Spaceport America”, situato nel deserto Jornada del Muerto, nel New Mexico.

 

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Ai voli suborbitali, cosiddetti “low cost”, la Virgin Galactic vorrebbe aggiungere dei “pacchetti vacanze” molto più costosi, inclusivi di alberghi senza gravità. Sir Branson, proprietario della società, ha già collaborato con la rivista Playboy per creare concept hotel spaziali e PayPal ha già iniziato a sviluppare il servizio PayPal Galactic, per accettare i pagamenti. Se vi state chiedendo in che modo si possa costruire un albergo nello spazio, la Nasa potrebbe avere la risposta: l’Agenzia ha dato avvio all’operazione Asteroid Initiative, con la quale intende usare i materiali di un’asteroide per costruire basi spaziali e astronavi. Il magnate degli hotel Robert Bigelow progetta infatti di sviluppare dei grandi moduli in cui si potrà alloggiare, sia per il turismo spaziale che per la ricerca. Anche credendo il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, crede nel progetto e ha già investito 500 milioni di dollari. A fare da concorrente alla società di Sir Branson ci saranno la Space X, la società di trasporto spaziale creata da Elon Musk, il fondatore di Tesla Motors, e la società privata Orbital Science Corp. Entrambi i gruppi hanno dovuto affrontare incidenti di percorso, anche se non hanno provocato alcuna vittima.

Ma quanto inquina viaggiare nello spazio? L’ideatore di Virgin Galactic, che peraltro ha fondato il Carbon War Room contro l’emissione di andride carbonica, sostiene di avere ridotto i consumi dall’intera fornitura di elettricità per due settimane a New York (ebbene sì), a quelli di un volo di andata e ritorno in classe economica tra Londra e Singapore. Il Wall Street Journal ha voluto verificare e ha scoperto che la realtà è un’altra: la gita futuristica costerà il doppio dell’energia che un americano medio consuma nel corso di un anno.

 

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