Uno 0-0 che serve a poco. Si poteva fare di più

Uno 0-0 che serve a poco. Si poteva fare di più
Cronaca 23 Settembre 2018 ore 20:40

Secondo tempo

Come il primo tempo, l'Atalanta gioca un po' meglio degli avversari, ma non riesce a sfondare e a trovare il gol della vittoria. La prima occasione nerazzurra della ripresa arriva al 50': grande azione di Rigoni che allarga sulla destra per Hateboer, cross a centro area per l'incornata di Zapata, che però è troppo centrale e Sirigu blocca con sicurezza. Al 56', sugli sviluppi di un calcio d'angolo di Gomez, la palla arriva sui piedi di Rigoni che tenta il tiro da fuori. Un bel tiro, ma di mezzo c'è la testa di Izzo. Cinque minuti dopo, al 61', grande break di Palomino, che ruba palla e si invola verso la porta avversaria, poi allarga per il Papu che decide di tirare di sinistro. Blocca a terra senza difficoltà Sirigu. Da qui i nerazzurri calano, nonostante l'ingresso in campo di Ilicic per Rigoni e di Pasalic per Freuler, e si fanno rivedere in avanti all'83': corner di Gomez sul primo palo, Toloi anticipa tutti e gira di testa, ma la palla è fuori di pochissimo con il portiere avversario immobile. All'87' si rivede il Toro con un tiro da fuori di Meité che si spegne di poco sul fondo. L'occasione più grande arriva al 92' ed è per l'Atalanta: classica azione di Gomez, che si incunea in area e, invece di rientrare sul destro, sfonda sul lato e tenta il tiro di sinistro sul primo palo. È bravissimo Sirigu a buttarsi e a mettere in angolo. I restanti tre minuti servono a poco. Uno 0-0 che non accontenta nessuno e lascia tanto amaro in bocca ai ragazzi di Gasp.

 

 

Primo tempo

Finisce sullo 0-0 la prima frazione di gara. Una partita combattuta, ma avara di emozioni, con le due squadre che hanno giocato soprattutto in mezzo al campo. Nel complesso, comunque, un po' meglio i nerazzurri, che al 5' hanno la prima occasione: De Silvestri regala palla a Gomez, il capitano si accentra e dal limite lascia partire un gran destro che sfiora l'incrocio dei pali con Sirigu immobile. Quattro minuti dopo, al 9', la più grande occasione della partita finora e capita sui piedi di Rigoni: splendido movimento di Zapata dal limite dell'area, che lancia l'argentino in corsa nell'area. Rigoni prova il destro in diagonale, ma angola troppo e la palla esce di poco. Il toro si fa vedere al 14': Masiello perde palla sulla trequarti e favorisce la ripartenza di Meitém che serve Baselli che a sua volta scarica per Belotti. Destro immediato dell'attaccante e palla che sfiora il palo. Dopo un avvio scoppiettante, le due formazioni rinculano un po' e lottano soprattutto sulla mediana, senza costruire più nulla fino al 38', quando su una rimessa laterale lunga di Aina, Berisha esce male coi pungi consegnando una gustosa palla a Parigini, che al volo calcia però sull'esterno della rete. Si va al riposo sullo 0-0.

 

 

Le formazioni ufficiali

Morale alto, ma adesso servono i tre punti. Gasperini è stato chiaro: benissimo il pareggio acciuffato a tempo praticamente scaduto in quel di San Siro contro il Milan, ma adesso la Dea deve tornare a vincere, cosa che in campionato non accade dalla prima giornata, il 4-0 al Frosinone. Di fronte, un avversario ostico: il Torino di Walter Mazzarri, anch'esso alla ricerca di una vittoria che gli permetta di rilanciarsi in classifica. Per il tecnico nerazzurro poche novità, ma certo interessanti: a centrocampo giocherà Hateboer sulla fascia destra, mentre davanti, insieme a Zapata e al Papu, ecco Rigoni dal primo minuto. Per il resto la formazione è confermata. Ma ecco i ventidue uomini che si sfideranno sul campo del Comunale di Bergamo:

Atalanta (3-4-3): Berisha; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, Freuler, De Roon, Gosens; Rigoni, Gomez; Zapata. All.: Gasperini.

Torino (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Meite, Rincon, Baselli, Aina; Parigini, Belotti. All.: Mazzarri.

 

 

Le ultime
di Fabio Gennari

Dea, devi vincere. Dopo la reazione di San Siro, l’Atalanta di Gasperini torna in campo questa sera alle 21 a Bergamo contro il Torino e l’unico vero grande obiettivo si chiama vittoria. I nerazzurri non centrano il successo dalla prima giornata (4-0 al Frosinone), le altre quattro partite hanno regalato gioie (Roma e Milano) e dolori (Cagliari e Spal), ma il tecnico della Dea in conferenza stampa è stato chiaro: la Dea vuole vincere per fare un bel balzo in classifica e cesellare ancora un po’ il morale.

 

 

Gasperini alla vigilia: dobbiamo vincere. In conferenza stampa il tecnico della Dea è parso rilassato e tranquillo. «Il pareggio di Milano – ha detto il mister – vale come una vittoria per come è arrivato. Sono contento per la reazione, siamo stati bravi a crederci fino alla fine, ma non abbiamo ancora risolto tutto quello che c’era da risolvere. Abbiamo del lavoro da fare, lo sappiamo e cerchiamo ogni volta di migliorare i difetti. A San Siro, ad esempio, abbiamo concesso troppo in fase difensiva. Non deve accadere e contro il Torino, che è una buona squadra, servirà ancora più attenzione». Il tecnico della Dea ha chiarissimo quello che serve a questa squadra: «Prima di tutto serviva un segnale di personalità, ed è arrivato. Ora dobbiamo cercare di giocare meglio e finalizzare di più. A Milano si sono viste cose positive e altre meno, dal punto di vista tattico e degli uomini è il momento di insistere su quelli che stanno giocando di più senza bocciare nessuno per una partita storta. Siamo in fase di costruzione di un nuovo progetto, può succedere di non rendere al meglio. Sia ai giocatori nuovi che a quelli che erano già con noi in passato».

 

 

Pasalic, Rigoni, Zapata e Freuler. Durante la chiacchierata con i giornalisti, il tecnico nerazzurro ha parlato anche di alcuni dei singoli che stanno scendendo in campo con più continuità e il nodo centrale riguarda il vice Cristante: «Dobbiamo trovare una soluzione in quella posizione di campo. Pasalic non ha le stesse caratteristiche di Cristante e anche Rigoni va un po’ a corrente alternata. Ci stiamo lavorando, adesso è importante non perdere la fiducia anche se le cose non sembrano andare subito bene e continuare con l’approccio visto a San Siro. Zapata, in avanti, ha fatto molto bene e lo spirito in generale deve essere quello». Parlando dei giocatori che erano già a Bergamo, una domanda ha riguardato Freuler e le sue prestazioni, che non sono ancora in linea con il passato: «Il Mondiale può incidere? Non saprei, di sicuro Remo corre molto, come sempre, e i numeri lo confermano. Quello che non gli sta riuscendo, e che in generale sta succedendo anche ad altri ragazzi, è velocizzare l'esecuzione delle giocate nello sviluppo del gioco. Dobbiamo essere più rapidi quando proponiamo l’azione in avanti, era una nostra caratteristica e dobbiamo ritrovarla al più presto».

 

 

Le ultime di formazione: poche variazioni in vista. Per quanto riguarda le scelte di formazione, come sempre Gasperini rimanda tutto alla sgambata mattutina pre-partita. In difesa non cambierò nulla con Toloi, Palomino e Masiello davanti a Gollini e il discorso vale anche al centro, con de Roon e Freuler. Qualche dubbio in più può esserci sulle corsie esterne: per caratteristiche Castagne e Gosens possono essere più utili a Firenze domenica prossima, mentre Hateboer e Adnan, contro il 3-5-2 dei granata, giocherebbero contro De Silvestri e Berenguer uno contro uno. Vedremo se saranno in campo entrambi. In attacco tutto lascia pensare a Rigoni e Zapata con Gomez dal primo minuto, ma Gasperini ha detto che in questo momento non ci sono bocciati e che bisogna riproporre i giocatori anche se magari non fanno bene la partite prima. Con questa chiave di lettura, Pasalic diventa il favorito, anche perché già a Ferrara la superiorità numerica degli avversari a centrocampo aveva creato problemi e quindi una scelta iniziale più coperta in mezzo al campo sembra da preferire. Nel Torino, senza Iago Falque, in attacco con Belotti dovrebbe esserci Soriano con Zaza in panchina.