1880 vittime palestinesi, 63 soldati israeliani uccisi

Gaza, tregua umanitaria di 72 ore

Gaza, tregua umanitaria di 72 ore
03 Agosto 2014 ore 07:40

Dopo la fragile tregua di sette ore di lunedì 4 – dichiarata unilateralmente da Israele – e al ventottesimo giorno di guerra a Gaza, il gabinetto di Netanyahu accetta un’altra tregua. Questa volta per 72 ore (3 giorni), a partire dalle otto di stamani (7 italiane) di martedì 5 agosto. Nessuna precondizione. Lo riporta Haaretz citando fonti ufficiali israeliane.

La possibilità di un cessate-il-fuoco era stata richiesta dalle fazioni palestinesi, Hamas e Jihad islamica comprese, su mediazione egiziana. Il governo israeliano si è comunque detto scettico sul cessate il fuoco, dopo che quelli precedenti sono rapidamente crollati. Lo scopo dello stop è di giungere ad un tregua «permanente sotto il patronato dell’Egitto nel quadro dell’iniziativa egiziana» e delle «richieste presentate dalla delegazione palestinese all’Egitto per la cessazione delle ostilità».

La distruzione dei tunnel sarebbe terminata. Poco dopo le 17 locali di lunedì 4, il portavoce militare israeliano ha annunciato la ripresa degli attacchi sulle «strutture terroristiche» di Hamas nella Striscia. In serata, un altro portavoce ha riferito a Canale 2 che la distruzione dei tunnel sarebbe stata completata (31, in totale, quelli individuati), ma la missione a Gaza non sarebbe ancora finita.

Il bilancio di guerra.  Fino a lunedì 4 agosto, i razzi caduti su Israele sono 63, più altri 5 intercettati dall’Iron Dome. Inanto, la situazione a Gaza resta gravissima e la tregua di sette ore ha portato solo un lieve sollievo: le vittime palestinesi sono 1880, con oltre 9 mila feriti e circa 285 mila sfollati solo nei rifugi dell’agenzia Onu, Unrwa, per i profughi. 63 i soldati israeliani uccisi.

La fragilissima tregua di lunedì 4. La «finestra umanitaria» avrebbe dovuto durare dalle 9 alle 16 (ora italiana), ma fonti di stampa palestinesi hanno segnalato una violazione della tregua da parte israeliana con un attacco al campo profughi palestinese Shati, a nord di Gaza, nel quale è rimasta uccisa una bambina di 8 anni e decine di palestinesi sono rimasti feriti. Un portavoce dell’esercito israeliano ha annunciato che sono in corso verifiche ma testimoni e giornalisti sul posto sostengono di aver udito il sibilo di un missile lanciato da un F-16 sulla casa situata in mezzo a due alti palazzi alle 10.06.

Appena terminata la tregua, Israele ha attaccato la zona confinante con un impianto di salinizzazione a Rafah: tre vittime, tra cui due fratelli di dodici e cinque anni.

 

 

Gli attacchi al cuore di Gerusalemme. Due attentati hanno riportato a Gerusalemme l’incubo terrorismo. Nel primo – un trattore contro un autobus – un civile israeliano e uno degli attentatori palestinesi sono rimasti uccisi; nel secondo, un soldato israeliano è stato ferito in modo grave da colpi di arma da fuoco mentre sostava su un marciapiede. E anche a Tel Aviv è scattato l’allarme per un presunto attentato nel porto della città. La polizia israeliana parla di «atti di terrorismo popolare», ossia caratterizzati dall’iniziativa spontanea di singoli palestinesi, probabilmente impressionati dal conflitto a Gaza.

Aiuti italiani alla Striscia. La titolare della Farnesina Federica Mogherini ha definito «inaccettabile quello che sta succedendo in queste ore a Gaza», mentre domani il viceministro degli esteri Lapo Pistelli arriverà da Brindisi con un volo umanitario che porterà aiuti della Cooperazione italiana alla popolazione della Striscia.

 

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