1850 morti palestinesi, 205mila sfollati

Gaza, la tregua regge Israele ha completato il ritiro

Gaza, la tregua regge Israele ha completato il ritiro
06 Agosto 2014 ore 07:42

Nessun combattimento dalle 8 (ora locale) del 5 agosto, quando è iniziata la tregua umanitaria di tre giorni, accettata da Israele e da Hamas.

L’esercito israeliano, completata la distruzione dei tunnel, ha lasciato la striscia e ha rischierato le truppe oltre il confine, a presidio delle posizioni di frontiera. Tsahal ha comunque invitato i residenti del sud di Israele – che in decine di migliaia hanno lasciato le proprie case durante la guerra – a tornare nelle proprie abitazioni.

Al Cairo sono iniziate le trattative, con l’arrivo di una delegazione israeliana: si discuterà delle richieste della «posizione unificata palestinese», sia di Hamas che della Jihad islaimica.

Israele avverte: «L’operazione non è finita». Poco prima della tregua, 17 razzi sono caduti in Israele, uno anche in Cisgiordania, vicino a Betlemme. Israele fa sapere che se «Hamas viola la tregua, commette un serio errore». «Abbiamo completato in pieno la nostra missione», ha spiegato il generale Sami Turgeman, comandante della zona sud, ma l’operazione «non è finita. Le forze dispiegate intorno alla Striscia sono pronte a continuare».

Hamas esulta: «Nostra vittoria». Il capo di Hamas Ismail Hanyeh ha esultato in un messaggio scritto per Al-Aqsa, la tv dell’organizzazione islamica: la «vittoria militare della resistenza e la leggendaria fermezza del nostro popolo ci condurranno alla rimozione dell’assedio di Gaza. Quello che il nemico non ha ottenuto sul campo di battaglia – ha promesso – non riuscirà a ottenere nella battaglia politica».

Il terribile bilancio del conflitto. Nella Striscia, sono 1850 i morti palestinesi (Israele ha riferito che i «militanti» uccisi sono tra i 750 e i 1000) e circa 9500 feriti. La situazione umanitaria è difficilissima: sono 205mila gli sfollati nei rifugi dell’Onu. 64 i soldati israeliani rimasti uccisi.

I danni subiti da Gaza – scrivono fonti palestinesi – assommano a 5 miliardi di dollari e l’Unrwa parla dell’urgenza di 187 milioni di dollari in aiuti. Per Israele (contro cui da Gaza sono stati lanciati 3.356 razzi) la ricostruzione va vista nell’ottica di una smilitarizzazione della Striscia. Iniziano ad arrivare gli aiuti. La prima è l’Italia: il vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli è arrivato il 5 agosto nella regione con un aereo umanitario con 30 tonnellate di beni di prima necessità

La diplomazia al Cairo. Il segretario dell’Onu Ban Ki-Moon ha esortato all’avvio di negoziati per un cessate-il-fuoco definitivo. Dalla Casa Bianca, Obama dice: «Ora spetta ad Hamas dimostrare che rispetterà il cessate il fuoco». Prima di firmare un disegno di legge che garantisce l’aumento di 225 milioni di dollari di fondi per finanziare Iron Dome, il sistema difensivo missilistico di Israele.

Dal Cairo, i negoziatori egiziani hanno già spiegato che non sono in discussione alcune clausole imposte da Hamas, come la costruzione di un aeroporto, di un porto e l’apertura del valico di Rafah.

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