cambiamenti meteorologici

Bruciano le foreste della Siberia (un allarme per tutto il mondo)

Bruciano le foreste della Siberia (un allarme per tutto il mondo)
06 Agosto 2019 ore 05:30

Brucia la Siberia: sembra un ossimoro, cioè due parole che non possono convivere, perché di significato opposto. L’immaginario della Sibera è semmai associato al freddo, ai ghiacci o alla tundra. Invece questa immensa regione della Russia custodisce un terzo della massa forestale del pianeta. Da qualche giorno è scattato l’allarme perché oltre tre milioni di ettari, cioè un territorio pari alla Lombardia, è divorato dalle fiamme: un disastro che coinvolge soprattutto la Jacuzia, la vasta regione russa nella Siberia nordorientale, e che ha messo sotto assedio oltre ottocento centri abitati. Ma l’area a fortissimo rischio di essere aggredita dalle fiamme sarebbe tre volte più grande.

Le immagini dal satellite mostrano situazioni impressionanti, dove il verde è stato sostituito da una dominante zona rossa del fuoco e degli alberi trasformati in tizzoni ardenti. È un’emergenza che la Russia non è abituata ad affrontare, tant’è vero che nel paese vige il criterio che di fronte agli incendi ci si allerta solo se il danno previsto è superiore al costo dell’intervento per spegnere le fiamme. I vigili del fuoco non intervengono in molti incendi perché si sviluppano in zone remote, quelle che vengono chiamate “aree di controllo“, dove spegnere le fiamme risulta troppo costoso e pericoloso. In pratica il 90 per cento delle aree in fiamme vengono tenute sotto osservazione solo dai satelliti. Nelle “zone di controllo” non si interviene perché non dovrebbero esserci insediamenti, anche se gli incendi si stanno avvicinando sempre più ai villaggi abitati.

 

 

Anche i numeri dei mezzi oggi messi in campo per domare le fiamme sembra del tutto inadeguato alla vastità dell’incendio. Per questo Donald Trump, che ha dovuto affrontare a ripetizione l’emergenza incendi in California, ha subito offerto a Putin la disponibilità a fornire l’aiuto per arginare il fuoco. Putin ha gentilmente declinato, pur apprezzando il gesto del presidente Usa.
Perché la Siberia brucia? Sotto accusa le alte temperature che hanno raggiunto nel mese di luglio i 30 gradi, in una zona abituata a medie nettamente più basse. Come ha spiegato il capo del programma energetico di Greenpeace in Russia, Vladimir Chuprov, «la causa della temperatura alta è il cosiddetto anticiclone bloccante. Si tratta di enormi masse di aria calda, che “bloccano” il territorio e impediscono la penetrazione di aria più fredda e più umida. Di conseguenza, le precipitazioni che avrebbero dovuto cadere nel territorio di Krasnoyarsk arrivano come piogge anomale alla periferia di questo anticiclone bloccante».

 

 

La parte settentrionale del pianeta è più esposta al riscaldamento del pianeta, come dimostrano gli scioglimenti degli iceberg e in particolare i “megafire”, gli immensi incendi che hanno colpito negli anni passati anche un paese come il Canada. Dall’inizio di giugno si sono registrati inoltre oltre 100 incendi di lunga durata nel Circolo polare artico: il calore rende più asciutte le foreste e quindi più esposte al rischio del fuoco.

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