Pasticcio normativo

Giallo sulla didattica a distanza: l’ordinanza la prevede «piena», la bozza diffusa da Gori invece no

Il provvedimento della Regione prevede che da lunedì 26 ottobre tutte le scuole superiori, di fatto, chiudano; il documento condiviso coi sindaci lombardi e diffuso dal primo cittadino orobico, però, parla di «didattica a distanza integrata». Urge un chiarimento

Giallo sulla didattica a distanza: l’ordinanza la prevede «piena», la bozza diffusa da Gori invece no
22 Ottobre 2020 ore 00:10

È giallo sulla didattica a distanza per le scuole superiori lombarde che dovrebbe partire lunedì 26 ottobre. Nel testo dell’ordinanza diffuso da Regione Lombardia nel tardo pomeriggio del 21 ottobre, che prevede ulteriori misure restrittive in aggiunta al coprifuoco dalle 23 alle 5, si parla espressamente di «pieno svolgimento della didattica a distanza per le lezioni». Un testo che lascia pochi dubbi. Ma il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, rispondendo a un tweet del giornalista Luca Sofri (direttore de Il Post), rende noto che questo non sarebbe ciò che i sindaci lombardi avevano pattuito con i vertici regionali.

«Questo è il passaggio sulla scuola contenuto nella bozza di ordinanza inviata stamattina (21 ottobre, ndr) per condivisione ai sindaci dei capoluoghi lombardi – scrive Gori -. Si parla di Didattica digitale integrata (Ddi), per definizione complementare a quella in presenza. Domani ne ridiscutiamo (22 ottobre, ndr)».

Gori allega al tweet lo screen di un file sul suo cellulare, dove si legge: «Le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare il pieno svolgimento mediante la didattica digitale integrata (DDI) delle lezioni, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali. […] Si raccomanda che i dirigenti degli istituti scolastici organizzino e differenzino gli ingressi a scuola».

Come è evidente, dunque, la misura prevista dall’ordinanza risulta essere decisamente diversa da quella che era prevista nella bozza pattuita da Regione con i sindaci: una prevede la didattica a distanza «piena», l’altra invece un’alternanza tra didattica a distanza e didattica in presenza. Un bel pasticcio che, come ha anticipato il sindaco Gori, dovrà essere chiarito nelle prossime ore.

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