A «che tempo che fa»

Giorgio Gori da Fazio: «Servono aiuti subito. Siamo al limite»

Giorgio Gori da Fazio: «Servono aiuti subito. Siamo al limite»
Bergamo, 16 Marzo 2020 ore 08:37

Ieri sera da Fabio Fazio, a «Che tempo che fa», su Rai2, c’era stato un collegamento con il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Il capitolo Coronavirus, ormai, in tutte le trasmissioni televisive e nei telegiornali ha sempre Bergamo al centro. Proprio perché Bergamo è l’epicentro del focolaio principale in Lombardia di questo terribile virus che ci sta attanagliando e mettendo sempre più a dura prova. Il sindaco di Bergamo, con misurata sobrietà e pacatezza, ma con altrettanta chiarezza ha spiegato le necessità che servono in questa emergenza, non solo a Bergamo, ma in tutta la Lombardia. «Ogni giorno vedi che rimane colpito un amico, un conoscente, un parente. Si ammalano medici, infermieri, volontari, sacerdoti. I contagi aumentano sempre più, così come i ricoveri in terapia intensiva e anche i decessi. Se ne sono contati trecento nell’ultima settimana». Un dato che fa calare il gelo nello studio e mette in imbarazzo lo stesso Fazio, che fatica a porre ulteriori domande. Ma chiede ecome Bergamo sta reagendo. «La città ha una reazione ancor più forte del solito – risponde Gori -. Solo in città ho avuto una risposta di 500 volontari che si sono messi a disposizione per la consegna a domicilio di farmaci, o che fanno la spesa agli anziani costretti in casa che non possono uscire. Ciò è straordinario. Ma siamo al limite».

Angelo Borrelli

Fazio invita Gori a porre richieste al capo della Protezione civile Angelo Borrelli in collegamento a distanza. Gori sottolinea ciò che da tempo la Protezione civile sa: «A Bergamo e in Lombardia servono i dispositivi di protezione per medici, infermieri, soccorritori e volontari che non riusciamo più a difendere. Servono respiratori e apparecchi di ventilazione. Ma tutto ciò serve nel giro di ore e non di giorni, perché siamo al limite». Borrelli ha risposto che già oggi saranno in distribuzione due milioni di dispositivi di protezione (mascherine di diversi tipi) in tutta Italia e che saranno inviati una ventina di medici in aggiunta alla struttura sanitaria bergamasca. Nei giorni scorsi, per comprendere la difficoltà di reperimento dei dispositivi di protezione, l’assessore al Welfare Giulio Gallera, ha detto che nella sola Lombardia servirebbero 40 milioni di mascherine se vogliamo proteggere tutti quanti.

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