E chi ha preso 10?

Giorno 11, le prime pagelle su Expo

Giorno 11, le prime pagelle su Expo
12 Maggio 2015 ore 07:45

L’evento di cui sarà impossibile smettere di parlare per mesi non ha ancora pubblicato dati ufficiali relativi all’affluenza. Però un parere su quel che c’è e sulla gestione ce lo siamo fatti lo stesso.

 

Mezzi pubblici – Voto 9

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È un’Expo anti auto quello milanese. I parcheggi sono scomodi e lontani e richiedono anche la procedura della prenotazione. Invece, successo pieno per i mezzi pubblici, metro e treno, che hanno retto benissimo all’impatto del primo weekend affollatissimo. Il sistema della metropolitana milanese, con l’inaugurazione dell’ultimo tratto della Linea 5 (in extremis…) dimostra di essere all’altezza delle grandi capitali europee.

 

Accoglienza – Voto 7

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Il sistema di informazione funziona bene, anche per l’apporto utile dei volontari che si turnano ogni 15 giorni, per rispetto degli accordi con i sindacati. C’è un clima di grande cortesia nel personale Expo e una buona padronanza delle lingue, inglese in particolare. Comunque l’Expo è concepito come una festa, e in qualunque padiglione l’accoglienza è sempre piena di simpatia.

 

Sito web – Voto 5

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È uno dei punti deboli dell’Expo milanese. Poco pratico, molto schematico, sempre in leggero ma imperdonabile ritardo sull’attualità: anziché anticipare gli eventi tende a darne una versione celebrativa da comunicato stampa (oggi trovate gli eventi di ieri). Anche l’acquisto dei biglietti non è semplice come ormai siamo abituati per ogni transazione su internet.

 

Albero della Vita – Voto 4

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Doveva essere il simbolo spettacolare di questa Expo, peccato che non si siano fatti i conti con un dato elementare: poche ore di buio, dato che siamo in estate. E solo con il buio l’Albero dà il meglio di sé. Alla luce del giorno invece è una struttura un po’ inerte e il grande specchio d’acqua che la circonda ne risente. È piatto e langue.

 

Padiglione Italia – Voto 6

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Molto bello e affascinante dall’esterno, dove tutti stanno a guardare a naso all’insù la bella texture della facciata, è un po’ deludente all’interno. Manca l’attrazione spettacolare che caratterizza gli altri padiglioni ed è un po’ retorico nell’impostazione. Grandi spazi, ma utilizzati con poco criterio.

 

Padiglione Brasile – Voto 10

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È il vero vincitore di questo inizio Expo. Sempre centinaia di persone in fila per provare l’ebrezza di una camminata su una rete ondeggiante a 8 metri d’altezza. Un’idea molto semplice e senza trucchi tecnologici, per un’esperienza sensoriale che richiama l’ebrezza dei “salterelli” (ma qui non si salta). Sotto scorre il progetto espositivo, che racconta la ricchezza e varietà della natura made in Brasil.

 

Padiglione Vaticano – Voto 8

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Una piacevole sorpresa: bello, semplice, efficace nel suo messaggio. Certo, era facile giocare sul fattore pane, così carico di significati. Grande successo per la tavola multimediale che conclude il percorso sulla quale sono proiettati tutti gli ambiti della vita quotidiana in cui si può agire responsabilmente per cambiare il mondo: metafora dell’agire insieme, della comunità che si ritrova.

 

Cibo – Voto 9

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C’è stata una lamentela per i prezzi, ma la varietà di offerta all’interno di Expo è da far girare la testa (sono ben 179 i punti dove si può mangiare). E con un minimo di attenzione si evitano anche i salassi. Un esempio: nel chiosco dietro al Padiglione Zero, dedicato al risotto milanese, c’è il piatto simbolo di Expo 2015: il risotto allo zafferano preparato dallo chef ambassador dell’esposizione Davide Oldani. Costa 10 euro.

 

Decumano – Voto 9

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È la spina dorsale di Expo, lungo e larghissimo si sta rivelando come il vero luogo simbolo, di incontro e di relazioni. La copertura con le grandi tende garantisce sufficiente frescura e areazione. Ma è bella soprattutto la luce che viene filtrata, riposante in un contesto che invece chiede tanto sforzo fisico.

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