In Bergamasca ci sono 800 cubani

Il giorno dopo a L’Avana

Il giorno dopo a L’Avana
18 Dicembre 2014 ore 12:45

La previsioni meteo a Cuba oggi dicono che ci sarà una pioggia di fiori. È stata accolta così, con la gioia tipica del popolo cubano, la notizia della distensione delle relazioni diplomatiche tra Usa e Cuba e quella della liberazione degli ultimi tre “Cuban Five”, i cinque prigionieri che da 16 anni erano in un carcere americano perché accusati di spionaggio. Tutta la stampa cubana dedica fiumi di inchiostro alla gioia del ritorno a casa dei suoi prigionieri politici, che ha segnato una svolta epocale dal 1961. “Il giorno degli abbracci” “Sono tornati, finalmente!” “A casa Gerardo, Antonio e Ramon” “La felicità infinita”, sono alcuni dei titoli dei principali giornali cubani, che hanno riportato anche la traduzione in spagnolo del discorso del presidente americano Barack Obama. Una gioia che si è riversata nelle strade subito dopo aver sentito la notizia della liberazione dei suoi “eroi”, che segna la fine della rottura diplomatica tra Usa e Cuba, dei tre compatrioti.

Tutti erano davanti alla televisione per ascoltare il discorso del presidente Raul Castro, che per molti a Cuba è un padre. Maxischermi in parlamento, nelle università, nelle case, e poi via, tra le lacrime di gioia, per la festa in piazza con il pugno alzato al grido “¡Viva Fidel! ¡Viva Raúl! ¡Viva la Revolución!”. Il 17 dicembre, dicono a Cuba, passerà alla storia come il giorno che ha spezzato la routine quotidiana del popolo cubano. Canti, balli, allegria, orgoglio, una mamma dice che la felicità che sta provando è paragonabile solo a quella che ha provato il giorno in cui è nato suo figlio.

Voci critiche. All’indomani della storica svolta nei rapporti tra Stati Uniti e Cuba, però, non si fanno attendere le voci fuori dal coro degli entusiasti. La prima è quella del senatore repubblicano Marco Rubio, membro della commissione Esteri del Senato di Washington, che ha definito la normalizzazione dei rapporti una svolta “assurda” e ritiene che Papa Francesco – che ha fatto da mediatore – non ami la libertà e la democrazia. Secondo lui e parte dei repubblicani l’embargo dovrebbe finire quando i cubani saranno davvero liberi, non ora che a Cuba governa Raul castro, fratello di Fidel. Riavviare le relazioni diplomatiche significa fare un passo indietro per le speranze dei popoli oppressi nel mondo. Anche perché, obiettano i repubblicani, Raul Castro pare non offra niente in cambio: nessuna promessa di riforma, nessuna apertura del sistema sul fronte delle libertà civili, nessuna garanzia. Ma la critica più forte viene dal Washington Post, che pubblica un editoriale, tradotto anche in spagnolo perché anche i cubani capiscano, in cui si afferma che Obama dà al regime di Castro un salvataggio immeritato.

Se a Cuba la notizia ha dato il via alle celebrazioni di giubilo, a Miami gli esuli cubani vedono come un errore la distensione tra i due Paesi, e affermano che è una vittoria del castrismo contro la sicurezza nazionale americana e la causa della libertà a Cuba. Gli esuli di Miami considerano Obama un traditore, e il sindaco di Miami che è un cubano americano ha dichiarato che “è triste che gli Stati Uniti abbiano dato tutto per niente”. Non la pensa diversamente neanche la più nota blogger cubana al mondo, Yoani Sanchez, la voce della dissidenza che invece sull’isola ci vive. Secondo lei “nel gioco della politica i totalitarismi riescono sempre ad imporsi sulle democrazie”.

In cosa consiste l’alleggerimento dell’embargo. Per togliere definitivamente l’embargo si dovrà attendere il pronunciamento del Congresso e potrebbero mancare i numeri. Cuba è per gli americani, dal 1982, nella lista dei paesi sponsor del terrorismo e il segretario di Stato John Kerry è stato incaricato di rivedere la cosa. È dunque ancora presto perché gli americani vadano in vacanza sulle spiagge dell’isola caraibica, però sono stati tolti molti dei divieti che erano in vigore da 53 anni.

Sarà più semplice, ad esempio, ottenere il visto per 12 categorie di viaggiatori: visite familiari, affari ufficiali del governo di Washington, dei governi stranieri e di alcune organizzazioni intergovernative; attività giornalistica; ricerca e incontri professionali; attività didattiche; attività religiose; spettacoli pubblici, workshop, gare atletiche e altre, esibizioni; sostegno al popolo cubano; progetti umanitari; attività di fondazioni private oppure istituti di ricerca o didattici; esportazioni, importazioni, trasmissione di informazioni; alcune transazioni di export che possono essere valutate e approvate ai sensi delle regole e linee guida esistenti.

Gli americani che andranno a Cuba per i suddetti motivi potranno portare in patria beni cubani per un valore massimo di 400 dollari tra cui sigari e alcool per non oltre 100 dollari. Il tutto rigorosamente per uso personale. Considerando che un litro di rhum bianco Havana Club costa circa 10 dollari a l’Avana e che una scatola dei migliori sigari, i Cohiba, 25 dollari, si può dire che il sogno proibito dei fumatori di sigaro ora è a portata di mano. Gli americani inizieranno a vendere dispositivi per le comunicazioni, di software, applicazioni, hardware, servizi e oggetti usati per stabilire e aggiornare sistemi di comunicazione e migliorare così l’accesso a internet. Sull’isola verranno accettati pagamenti con carte di credito americane.

La comunità cubana a Bergamo. A Bergamo e provincia ci sono circa 800 persone che arrivano da Cuba, per la maggior parte sono donne, per lo più sposate con bergamaschi. A rappresentarli è l’Associaciòn de Cubanos, che oltre a fare da collante per i cubani residenti a Bergamo, vuole creare momenti di conoscenza fra le famiglie italo-cubane e tutti gli amici e i simpatizzanti, organizzando eventi socioculturali che permettano, soprattutto alle nuove generazioni, di riscoprire le tradizioni e le radici dell’isola caraibica. Un’impresa non semplice, data la scarsa propensione dei cubani a organizzarsi fuori dalla loro patria e a prendere decisioni importanti per il futuro della comunità. Sono stati loro a organizzare, nel 2012, le manifestazioni per il 400esimo anniversario della Virgen de la Caridad del Cobre, patrona di Cuba e di tutti i cubani, in piazza Pontida.

 

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