la strana estate

Giovani di Osio Sotto, aiutate i volontari del Cre. Lo chiedono trecento famiglie

Comune, oratorio e Osio Sport uniscono le forze per garantire cinque settimane di attività e divertimento. Don Gabriele: «"Chi ce lo fa fare?", mi domando a volte. Ma poi penso per chi lo facciamo»

Giovani di Osio Sotto, aiutate i volontari del Cre. Lo chiedono trecento famiglie
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di Marta Belotti

«Chi ce lo fa fare? Questa è la domanda che qualche volta mi salta per la testa, perché in questi giorni le mie energie e la mia mente sono quasi completamente assorbite da quello. Ma poi mi ricordo di quale sia la questione davvero importante: per chi lo facciamo? Lo facciamo per i ragazzi, che dopo tempo chiusi in casa avranno l’opportunità di socializzare in modo sano; per le famiglie, dove molti genitori sono tornati a lavorare tutto il giorno; e, personalmente, aggiungo che lo faccio anche per il Signore. Tutta la fatica risulta così giustificata e appagata». Don Gabriele Bonzi è arrivato lo scorso settembre a Osio Sotto e per lui quest’estate sarebbe stata quella del suo primo Cre. Anche se il Cre tradizionale dell’oratorio non ci sarà, il don si sta impegnando per creare qualcosa di simile e in questa impresa non è solo. A collaborare sono l’amministrazione comunale, Osio Sport, ente capofila del progetto, e la parrocchia.

«Lo abbiamo chiamato Summer life e sarà straordinario» continua don Gabriele con grande entusiasmo. «Un vecchio proverbio africano dice che per crescere un cucciolo d’uomo ci vuole un intero villaggio e credo che in questo momento così difficile sia particolarmente importante ricordarlo. Le norme e le regole imposte per organizzare un centro estivo di questo tipo sono davvero tante. Secondo le restrizioni, in oratorio avremmo potuto accogliere massimo un centinaio di bambini, quattro volte in meno rispetto al solito. Altrettanto sarebbe successo al centro giovanile. Unire le forze e lavorare insieme, invece, ci permetterà di far fronte a tutte queste nuove difficoltà e creare qualcosa di ancora più bello».
La parrocchia per l’aspetto educativo, Osio Sport per quello amministrativo e il Comune come sala di regia sono gli ingredienti principi di questo nuovo mix estivo, ma tutte le realtà del paese si sono accordate e hanno collaborato per lasciare a disposizione i propri spazi e dare il proprio contributo.

«Si è creata una bellissima sinergia» conferma Daniele Pinotti, assessore alla cultura e alle politiche giovanili, che ha seguito il progetto. «Voglio ringraziare tantissimo il segretario e i dipendenti comunali, che hanno lavorato incessantemente in questi giorni per rendere possibile il progetto, districandosi, a volte con fatica, tra le normative e le indicazioni non sempre limpide di Ats. Avremmo potuto scegliere di appoggiarci a una cooperativa per rendere più snella l’organizzazione e meno gravosa per noi e per le nostre energie. Tuttavia, ciò avrebbe significato gonfiare notevolmente i prezzi. Pensando ai cittadini, abbiamo invece fatto la scelta coraggiosa di addossarci questo peso sulle spalle, che grazie a Elio Zambelli di Osio Sport e don Gabriele stiamo riuscendo a sostenere».

Il questionario per sondare le esigenze del territorio è stato compilato da quasi 500 famiglie. Il 65 per cento di queste ha espresso la necessità di un centro estivo per i propri figli. Tuttavia, ancora non è possibile conoscere i posti a disposizione. «Dipenderà tutto dai giovani maggiorenni che si renderanno disponibili. Per questo, voglio dire loro, che è il momento di essere attivi all’interno di questo villaggio».

L’articolo completo e altre notizie su Osio Sotto a pagina 42 del PrimaBergamo in edicola fino al 18 giugno, oppure sull'edizione digitale QUI

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