L'ultimo spettacolo nel 2017

Gli albinesi non recitano più

Gli albinesi non recitano più
23 Ottobre 2019 ore 09:10

All’inaugurazione della nuova stagione teatrale dialettale a Comenduno, notiamo con dispiacere un’assenza: il vuoto lasciato ormai da qualche tempo dai teatranti locali, una tradizione che era forte ad Albino, ma che non riesce a rinnovarsi nonostante il teatro dialettale bergamasco viva un momento felice con riscontri positivi anche a livello di partecipazione del pubblico agli spettacoli. Il valore che il teatro amatoriale rappresenta, soprattutto per la sua valenza sociale, in special modo nelle piccole comunità, è, infatti, quello di momento formativo, culturale e aggregativo. Le compagnie filodrammatiche agiscono con un metodo di lavoro collettivo che favorisce il rinsaldarsi della comunità e si riallacciano a una grande tradizione che ha avuto il massimo dell’espansione nella prima metà del ’900 e che, ad Albino, ha visto all’opera la gloriosa Filodrammatica albinese, nata nel 1880 per opera del maestro Giovanni Bolognini, e assai fiorente nel periodo fra le due guerre, quando assunse il nome di Compagnia don Cristoforo Rossi.

 

[Amadio Bertocchi]

 

Sottolinea Graziella Dolli Cuminetti, esperta di teatro (moglie del compianto Benvenuto Cuminetti che molti ricorderanno quale consulente artistico dal 1968 al 2000 per la programmazione teatrale delle stagioni di prosa e delle attività collaterali del Teatro Donizetti di Bergamo, nonché ideatore della rassegna “Altri percorsi”): «Già dal 1919 Battista Cuminetti (padre di Benvenuto), allora quindicenne, aveva iniziato ad annotare in un suo quaderno di ricordi gli spettacoli presentati ad Albino e poi in vari paesi della provincia. Tra il 1918 e il 1926 sono 121 le serate in cui si esibisce la filodrammatica guidata da don Rossi». Nel 2000 la Compagnia don Cristoforo Rossi, sotto la direzione artistica di Roberto Moroni, si affilia al Comune di Albino acquisendo la denominazione Compagnia teatro stabile dialettale città di Albino. La passione del teatro dialettale, il tenere vive nella gente le tradizioni popolari legate al nostro territorio, la mantengono viva e presente ad Albino e in Provincia fino al 25 marzo 2017, giorno del loro ultimo spettacolo in quel di Nembro.

Ma cosa è successo da allora? Lo abbiamo chiesto ad Amadio Bertocchi, attore, scenografo, factotum della compagnia, nonché apprezzato poeta dialettale: «Che volete, gli anni vanno su e le forze lentamente ci abbandonano. Ci sarebbe bisogno di un ricambio generazionale: qualcuno ci ha lasciato per passare a miglior vita, qualcun altro ha messo su famiglia o deve accudire persone care, bisognose di cure… ma quasi tutti i circa dodici componenti continuano a coltivare la passione per il teatro e per il nostro vernacolo. Io ad esempio scrivo poesie prendendo spunto dai momenti significativi delle nostre comunità, altri prestano la propria arte ad altre compagnie. Certo, è un peccato non riuscire a dare continuità alla…

 

Articolo completo a pagina 49 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 24 ottobre. In versione digitale, qui.

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