Il più grande paese ai tempi di Abramo

L’archeologo americano Collins dice di aver ritrovato Sodoma

L’archeologo americano Collins dice di aver ritrovato Sodoma
15 Ottobre 2015 ore 09:00

Il professor Steven Collins, docente dell’università Trinity Southwestern del New Mexico, ha lavorato per dieci anni ad uno scavo archeologico situato nella valle del fiume Giordano. Il progetto, da lui coordinato, ambiva a riportare alle luce i resti di un’antica città che avesse le caratteristiche giuste per potere essere identificata con la biblica Sodoma. Non è la prima volta che si prova a rintracciare il luogo in cui si ergeva Sodoma. Nel 1973, ad esempio, fu indicato il sito di Bab edh-Dhra, poi Numeira, Al-Safi, Feira e Khanazir, tutte località vicino al Mar Morto. Nessuna di queste ipotesi, però, si impose sulla altre. La scoperta di Collins, invece, sembrerebbe poter contare su elementi più solidi. È di questi giorni la notizia del ritrovamento di un agglomerato di case e antiche strutture monumentali risalenti all’età del bronzo (3500 a.C. – 1540 a.C.) che potrebbero essere quelli della città biblica. L’area interessata comprende il sito di Tall el-Hammam, posto 14 chilometri a nord-est del Mar Morto ed esteso tra i 36 e i 40 ettari. La città, che doveva presentare due livelli, uno inferiore e l’altro superiore, era circondata da mura possenti, alte dieci metri e spesse cinque, ed era costituita da mattoni di fango. «Era un impressionante e formidabile sistema per proteggere le residenze dei cittadini benestanti della città, incluso il palazzo del re, i relativi templi e gli edifici amministrativi», spiega Collins. La scoperta del professore, inoltre, potrebbe far riconsiderare le conoscenze finora possedute riguardo alle fortificazioni risalenti all’età del bronzo. Collins sostiene che la città rinvenuta sia proprio Sodoma, la città maledetta e distrutta da Dio insieme a Gomorra, per la perversione dei suoi abitanti.

 

Tall-el-Hammam2

 

Sodoma nella Bibbia. Il libro della Genesi racconta che Dio rivelò ad Abramo la sua intenzione di distruggere Sodoma e Gomorra. Avrebbe risparmiato le due città se avesse incontrato a Sodoma dieci giusti, ma soltanto Lot accolse nella sua casa due dei tre angeli inviati. Gli abitanti attorniarono l’abitazione, esigendo che gli ospiti venissero consegnati a loro. Nonostante le minacce, Lot rifiutò per non contravvenire alle leggi sacre dell’ospitalità e offrì in cambio le sue due figlie. I sodomiti non accettarono e sfondarono la porta d’ingresso della casa di Lot, ma furono fermati dai messi di Dio, che ingiunsero a Lot e alla sua famiglia di abbandonare subito la città. Durante la fuga, però, la moglie del nipote di Abramo si voltò indietro, disobbedendo alla raccomandazione degli angeli, e fu così trasformata in una statua di sale.

 

steve collins

 

Le prove raccolte da Collins. La città riportata alla luce dagli archeologi presenta alcuni aspetti che potrebbero davvero farla identificare con Sodoma. Innanzitutto conta la sua posizione, a est del fiume Giordano, proprio come è scritto nella Bibbia. Inoltre, dagli scavi è emerso che il centro rimase disabitato per ben settecento anni e tornò ad essere popolato soltanto nell’età del Ferro, dal 1200 al 332 a.C: «La città ha ricominciato a vivere, come dimostrano i cancelli di ferro che fungevano da ingresso», ha spiegato Collins. L’abbandono della cittadella fu improvviso e inspiegabile, data la robustezza delle difese. Nel giro di qualche centinaia d’anni la civiltà sorta nel sito di Tall el-Hammam scomparve completamente. Prima di allora, i resti parlano di una città-stato fiorente e dedita ai commerci, proprio come la Sodoma della Bibbia. Secondo alcuni studiosi, l’abbandono della zona potrebbe essere dovuto ai cambiamenti climatici catastrofici che probabilmente hanno portato al crollo delle grandi città orientali.

 

https://youtu.be/IlhNEAIQCk8

 

Il commento di Collins. L’archeologo è piuttosto fiducioso: «Quello che abbiamo scoperto è un’importante città-stato fino ad ora sconosciuta agli studiosi. Studiando nel dettaglio i testi sacri, coincide con la posizione in cui si trovava Sodoma. Siamo giunti alla conclusione che questo sito sia la più grande città esistente ai tempi di Abramo. Sappiamo molto poco dell’età del Bronzo, nel sud della valle del fiume Giordano, la maggior parte delle carte archeologiche della zona erano vuote. La distruzione di Sodoma, insieme a quella di Gomorra, è descritta in numerosi passi della Bibbia, tra cui la Genesi e il Nuovo Testamento. C’è persino nel Corano». E ha aggiunto: «Tall el-Hammam sembra combaciare con tutti i riferimenti presenti nel testo biblico», riferendosi in particolare alle dimensioni di Sodoma, che nelle Sacre Scritture è descritta come la città più grande della regione del Kikkar. La scoperta di Collins è sicuramente importante, dal punto di vista archeologico. Che sia o meno anche la scoperta di Sodoma, è tutta un’altra faccenda. Probabilmente solo il tempo (e magari altri scavi) potranno rivelare l’esatta portata del ritrovamento.

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